Pensieri d'autore

Leggendo un libro spesso accade di sottolinearne un passo particolarmente significativo, capace di suscitare emozioni e di spingere alla riflessione, o dal quale pare, a torto o a ragione, di poter evincere quei concetti essenziali che l'autore comunica attraverso la propria opera. Al coinvolgimento, alla meditazione, al riscontro di idee e di pensieri che fanno della letteratura un mezzo fondamentale di comunicazione è dedicata la presente selezione.

 

Letteratura italiana

La Casa Ispirata, di Alberto Savinio (1920)

<Dissennato chi stima l'umana saggezza bastevole a provvedere a tutto. Solo pochissime quistioni l'uomo può risolvere: alle altre sono convocati gli dèi a dar risposta.>

<Il fatto di trovarci a tavola agevolava il mio esame. Durante il desinare l'uomo si scioglie dall'astuzia, spicca d'intorno a sé ogni difesa, ripone la malizia e in certo modo si disarma.>

<Usurpava la vita minuto per minuto. Ciascuno dei suoi giorni era una truffa commessa ai danni della morte... A meno che la Morte stessa, credendo ravvisarsi nella faccia di colei ogni qualvolta le moveva incontro, abbassasse ingannata la falce e, trascurandola, passasse via.>

<Ma il rettangolo di cielo, verde come un'acqua profonda, che la finestra lontana inquadrava nelle sue linee precise, era gonfio di una tale nostalgia, che, simile al carcerato cui nulla riesce tanto affascinante e tormentoso quanto l'occhio della sua cella, non mi rischiavo di guardarlo.>

<Ciò che mantiene viva la fede è la terribile distanza che ci separa dall'adorabile presenza del Signore.>

<Ma i moti dei popoli, il loro agitarsi, le loro passioni sono altrettanto inesplicabili, quanto le misteriose commozioni della natura, il suo repentino sconvolgersi, il suo placarsi non meno repentino.>

<Le donne coi capelli corti mi hanno sempre fatto l'effetto di creature o inferme o mutilate, richiamandomi altresì al ricordo losco e turbatore dell'androgino. E poiché stimo che nemmeno le antiche e decantate virago, le vergini bellicose, le amazzoni monomaste riuscissero a vincere codesto aspetto doloroso e inquietante, delle gesta... delle eroine di ogni sorta e di ogni tempo, non altrimenti mi accade di pensare, se non con un sentimento misto di schifo e di pietà.>

<A voialtre donne, il pessimismo vi avvelena il sangue! Sventurate, deboli creature! Sempre a immaginar catastrofi, a prevenire fantastiche rovine!... è una forma di prudenza questa vostra? un modo di scongiurare la sorte?...>

<Non ch'egli disperasse, ma, raccogliendosi nel silenzio, aspettava la vittoria con la fede di un infermo mistico che aspetta il miracolo della guarigione.>

 

Letteratura russa

Memorie dal Sottosuolo, di Fëdor M. Dostoevskij (1864)

<Una persona intelligente non può diventare sul serio qualcosa, giacché a diventar qualcosa ci riesce solamente l'imbecille.>

<L'esser troppo consapevoli è una malattia, un'autentica, assoluta malattia.>

<L'autentico, diretto, immediato frutto della consapevolezza è precisamente l'inerzia, ovverosia lo starsene-lì-con-le-mani-in-mano.>

<All'uomo, sempre e dovunque, chiunque egli sia stato, è piaciuto agire come voleva lui, e per null'affatto come invece gli comandavano la ragione e il suo proprio vantaggio...>

<Quel che occorre all'uomo è solamente un suo volere indipendente, qualunque cosa gli dovesse poi costare tale sua indipendenza e a qualunque esito dovesse portarlo.>

<L'uomo è un essere sconsiderato e biasimevole, e forse, come il giocatore di scacchi, egli ama solamente il processo del raggiungimento dello scopo, e non lo scopo medesimo.>

<Qualsiasi persona per ben dei tempi nostri è e deve essere un vile e uno schiavo.>

<Le bravate le fanno soltanto gli asini e i bastardi, e anche loro solamente fino a un certo punto.>

<Fantasticherie particolarmente dolci e forti mi venivano appunto dopo una qualche depravazioncina; venivano con il pentimento e con le lacrime, con il mormorio delle maledizioni e con gli entusiasmi.>

<Lei si stava mascherando apposta dietro a quel suo tono di beffa, giacché appunto questo è di solito l'ultimo ripiego di coloro che hanno un cuore pudico e casto, quando si cerca di penetrar nell'anima loro in modo rozzo e importuno...>

<Io ero talmente abituato a pensare e a immaginare ogni cosa secondo i libriccini che leggevo, e a figurarmi che al mondo fosse tutto tale e quale a come me l'ero dipinto io nelle mie fantasticherie, che non riuscii nemmeno a capirla, lì per lì, questa circostanza tanto strana... capì, da tutto quel che le avevo detto, ciò che una donna capisce sempre prima d'ogni altra cosa, se ama sinceramente, e cioè: che io ero infelice.>

<Oggi penso, talvolta, che l'amore consista appunto nel diritto, volontariamente concesso da un essere amato, di tiranneggiarlo.>

<Noialtri ormai siamo arrivati a un punto tale, che tutto ciò che è veramente "vita viva" lo consideriamo quasi una fatica, quasi un qualcosa che si fa per dovere di servizio, e siamo tutti d'accordo che è molto meglio quel che leggiamo nei libri.>

<Siamo dei nati morti, noialtri, ed è già da tanto tempo che nasciamo da padri che non son più vivi, il che d'altronde continua a piacerci sempre di più.>