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Invito alla lettura Aperta ad ogni tipo di contributo, questa pagina nasce come raccolta di commenti scritti o vere e proprie recensioni di libri letti dai Soci. Costituendo una finestra ideale sui gusti letterari dei membri dell'Associazione, essa fornisce degli spunti per chi volesse avvicinarsi a generi particolari, quali il fantasy, il cyberpunk o il gotico, strettamente legati a numerose ambientazioni di giochi di ruolo, battle games e videogiochi. |
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Le cronache di Dragonlance
La letteratura di genere fantasy è di gran lunga la miglior fonte di ispirazione per qualsiasi master. Non posso nemmeno immaginare di scrivere una storia per roleplay senza aver prima attinto a quelle immagini e quelle figure mitologiche o di fantasia apprese fin da piccolo sui libri. Il fantasy può essere considerato il degno erede delle favole. Racconti dalla struttura sempre più complessa e dall’intreccio narrativo impegnativo che tengono conto dei diversi aspetti del personaggio. Alla base di ogni mia storia devo ammettere di aver sempre tenuto un occhio alle trilogie di Margaret Wise e Tracy Hickman. La trilogia delle “Dragonlance” e quella dei “Gemelli” sono i primi romanzi fantasy che ho letto, se si esclude “Lo Hobbit” di Tolkien. Per questo non posso che inaugurare la pagina Invito alla lettura parlando di questi. La trilogia delle “Dragonlance” è la rappresentazione in chiave romanzata di quella che è una partita di gioco di ruolo. Nel caso specifico, il gioco a cui si sono ispirati gli autori è il famosissimo D&D che tutti gli appassionati di gioco di ruolo almeno una volta hanno preso in considerazione. Il mondo mitico di Krynn. Una calda locanda posta tra le fronde di un maestoso albero millenario. Il classico oste paffuto che serve birra e patate speziate dietro un bancone e la bella cameriera dai capelli rossi e dagli occhi verdi che allieta la vista ai tanti avventori, esempio della variegata schiera di personaggi che un roleplayer può interpretare. Al caldo tepore di un camino si stringono un pugno di amici: un mezz’elfo, un nano, un Kender (mi permetto di tradurlo come hobbit o mezzuomo), un coppia di gemelli tra cui un gracile mago e un possente guerriero, entrambi umani; due barbari delle praterie, una sacerdotessa e il suo compagno guerriero; ed infine il tetro cavaliere di Solamnia. Un eterogeneo gruppo di audaci esseri pronti a mettersi in competizione con terribili creature e spietati nemici. Un gruppo diverso e al contempo una melting pot di potenzialità, un’armonia di differenze che unite possono tutto. Come non rivedere in questo il paradigma del gruppo di gioco. Nonostante tutto una missione viene assegnata, ritrovare la mitica Dragonlance, arma e in sé speranza. Da qui si parte, verso città morte, boschi popolati da morti viventi e dai temibili elfi dei boschi, stregoni e uomini lucertola. Scontro classico tra bene e male, con una guerra che si profila lontana e minacciosa e la disperata ricerca del risveglio dei draghi buoni. Draghi oro, argento e i piccoli draghi di bronzo contro draghi verdi, rossi, blu, neri e bianchi. Le strade dei nostri eroi si divideranno, alcuni non torneranno mai a casa e si perderanno nella morte ma con onore. Strade diverse, che corrono tutte verso lo stesso scopo, la vittoria. Una entusiasmate lotta, che dà grande importanza ai singoli personaggi, come se fossero realmente esistiti, come se avessero una propria anima che da qualche parte vive. Personaggi che crescono e si evolvono. La guerra lunga e dolorosa si spegnerà come è nata ma la strada non si interromperà mai, per perdersi in nuove trilogie a partire dalla trilogia dei Gemelli Caramon e Raistlin. (F.B.) |