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All'Ombra del Caos: Finale C'è del Marcio in Kislev
Il Party: Capitano di Mare Dante Domiziano Caboto (Don Teocchi) Chierico di Ranald, Gregor (Lou) Contrabbandiere, il nano Bardin (Mike ) Fuorilegge, l'elfo Kel (Mosche) Guardia del Corpo, Skalf (Rosso)
5° Capitolo: Due Chiacchere fra Amici Con gesti e parole gentili i personaggi vengono invitati a prendere un tè. Bardin recalcitra e tenta più volte di attaccare l'uomo, ma un gesto di questi non è sufficiente a paralizzarlo, la brama di sangue del nano è talmente forte che il giovane è costretto a intontirlo con un “ruba mente”. Il giovane è Durgul nel corpo di Dyree, il figlio dell'inquisitore. Durgul vive da qualche tempo nei sotterranei del tempio in compagnia di Creetox, un drago affetto da nanismo. Dyree è morto poco dopo che lui e Dana si sono presentati al tempio con una raccomandazione del suo amico Annandil di Chernozavtra. Dyree ha avuto la malaugurata idea di attaccare Durgul dopo che ha scoperto che la sua fidanzata era affetta dalla peste non morta. I due si sono fronteggiati, ma nonostante Durgul non volesse approfittare della sua superiorità, un gesto inconsulto del chierico ha causato la sua disfatta. La peste non morta è quel particolare stato di non-morte che affligge tutti coloro che respirano le spore di un particolare fungo, il Proturbis Minor. Il morbo trova origine però anche dalle profondità della desolazione del caos: viene trasmesso non necessariamente tramite le spore del fungo.Il morbo che affligge Dana sembra essere di natura diversa da quella di chiunque altro respiri le spore del fungo, non è curabile, ed è per questo che è stata rinchiusa, per essere studiata. In poche parole Durgul si è impossessato del corpo del giovane chierico abbandonando il suo vecchio corpo ormai in via di decadimento. Infatti Durgul sembra essere estremamente longevo, la sua età è dell'ordine delle migliaia di anni. Non solo è un potente mago, negromante e demonologo, ma anche un profondo conoscitore dell'anima umana e non. Durgul presta il suo servizio al tempio per interesse personale, dovuto ai suoi studi di magia. Tuttavia, per seguire questo interesse, anche lui ha prestato volontario giuramento agli dei del caos. Nel tempio dedicato a Necho e Zuvassin vengono curate le mutazioni del caos e si opera la negromanzia riconducendo le anime perdute in nuovi corpi, morti ovviamente. Durgul sembra estremamente ben disposto nei confronti degli intrusi, risparmierà loro la vita e li aiuterà a tornare vivi se decideranno di prestare giuramento agli Antichi alleati. Kel, Gragor e Skalf accettano subito, Bardin e Caboto ci ragionano un po' su e alla fine accettano anche loro la proposta del demonologo. L'accordo permette ai personaggi di tornare vivi grazie ai poteri dello stregone, ma prevede anche che nel momento che questi parleranno degli Antichi Alleati e del loro culto, perderanno la vita in lunghi tormenti. Per suggellare l'accordo Durgul regala ai personaggi delle armi magiche, tanto lui ne possiede tante e non le usa mai… I personaggi sono liberi di andare dove vogliono, preferibilmente non dallo Zar e dal suo consigliere, che li metterebbe sotto tortura, e cercherebbe in ogni modo di carpire loro ogni informazione utile. Di fatto i cinque sono dei fuori legge, i tempi sono ancora giovani perché le autorità imperiali pensino ad un loro tradimento ma prima o poi quel giorno arriverà. Kel verrà curato con il fuoco purificatore di Zuvassin e tornerà come tutti i suoi compagni d'avventure liberi di vagare per il mondo ma se Durgul avesse bisogno del loro aiuto dovranno essere pronti ad assecondarlo. Ma questa è un'altra storia.
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