All'Ombra del Caos: 2° Parte

C'è del Marcio in Kislev

 

Il Party:

Capitano di Mare Dante Domiziano Caboto (Don Teocchi)

Chierico di Ranald, Gregor (Lou)

Contrabbandiere, il nano Bardin (Mike )

Fuorilegge, l'elfo Kel (Mosche)

Guardia del Corpo, Skalf (Rosso)

 

1° Capitolo: Alla volta di Voltsara

Una volta accettata la proposta dell'inquisitore i personaggi ricevono indicazioni per raggiungere via battello e poi via carovana la città di Kislev.

Qui incontrano il consigliere Bogdanov che da indicazioni e mezzi per raggiungere Voltsara dove il Sovrintendente Ivan Hlytch Hertzen saprà informarli su quanto è a conoscenza riguardo al giovane chierico di Taal Dyree Svittson.

Il viaggio non presenta sorprese di sorta fino ai pressi del villaggio. Un gruppo di uomini-insetti li attacca sulla strada. I personaggi non hanno problemi a sgominarli. Scoprono da un bambino mutato che molti uomini sono fuggiti da Voltsara a causa del male oscuro che trasforma le persone in insetti. Il bambino in questione viene poi barbaramente ucciso da Bardin che non riesce a controllare la sua ascia.

Arrivati alla piccola cittadina di Voltsara, ricevono le attenzioni del servo Vilich e della governate di casa Hertzen, Olga. Al risveglio pomeridiano del sovrintendente i personaggi riescono a racimolare ulteriori informazioni venendo a sapere delle presenza di uno strano circolo di pietre nella foresta e della presenza di una coppia di anziani che vi dimora poco distante, Dyree sembra abbia passato gli ultimi giorni in loro compagnia. Si vocifera che il chierico si accompagnasse con un grande orso e che fosse interessato al culto degli antichi spiriti; culto ufficialmente   bandito ma ancora in vivo tra la popolazione.

Il giorno successivo, il gruppo, compreso Kel che ha rischiato di essere sbranato da un cane mentre si aggirava di notte per il villaggio, parte per la foresta.

I coniugi Pertrovich accolgono calorosamente gli avventurieri e dopo i convenevoli dicono ciò che sanno sul giovane scomparso. L'orso con cui si accompagnava è l'unico a conoscere la sorte di Dyree, l'orso infatti non è un comune animale ma il servitore del Grande Signore della Foresta Leshy.

Prima di incontrare Babbo Orso il gruppo torna a Voltare e dopo aver corrotto Olga gli estorcono miele e formaggio da donare all'orso.

La sera incontrano Babbo Orso e Leshy e la mattina successiva decidono di aiutare a sgominare il male oscuro che dimora al circolo di pietra. Una roccia maledetta attira in quel luogo ogni sorta di creatura mutata. Leshy fa loro dono di un potente acido che permetterà loro di sciogliere la roccia e liberarsi di essa. Al ritorno dalla loro missione dirà loro, dalla bocca di Babbo Orso, cosa sa su Dyree.

La lotta contro le creature immonde che sembrano difendere il santuario dell'abominio vengono sgominate dal gruppo, non senza qualche problema. Sfugge alla loro ira un solo guerriero del caos con la sua cavalcatura ma il Capitano Caboto al ritorno dalla spedizione lo manda a miglior vita.

Dyree si è diretto circa un mese prima a nord est, al di là dei Monti Mediani, nelle terre del grano, a Chernozavtra.

Con le informazioni raccolte, il gruppo torna prima a Voltsara e poi a Kislev.

Al palazzo dello zar ricevono cure e cibo in attesa che Bogdanov decida come meglio sfruttare le indicazioni degli eroi e il loro prezioso aiuto.

Dopo tre giorni di ozio e relax, durante il quale i personaggi non fanno a meno di notare la presenza in città di vari contingenti della cavalleria della pantera. Ricevono istruzioni dal consigliere: questi ordina di partire per Chernozavtra. Qui i personaggi avranno il compito di raccogliere informazioni su una situazione di stallo in cui guerrieri Dolgan, alleati dello zar, vengono ostacolati da un esercito di pelleverde. I Dolgan dovrebbero essere di rinforzo ad un esercito di cavalieri della pantera che combattono oltre il passo Belyvorota contro il caos ma i pelleverde lo impediscono.

 

 

2° Capitolo: La morte va in vacanza

Il gruppo di avventurieri viene svegliato alle prime luci dell'alba da uno strano tipo vestito di pelli: è completamente rasato ad eccezione di una lunga coda di capelli nerissimi, due lunghi baffetti neri, un corpo piccolo e smilzo. Parla in un comune stentato e a prima vista sembra di etnia ungola.

Vengono radunati nel cortile del palazzo e li decidono insieme ad altre due presunte altre guide la strada da percorrere per raggiungere le terre del grano.

Una via lunga ma relativamente più sicura prevede di raggiungere Praag tramite la via imperiale, attraversare il Translinsk e da lì, dal passo Belyevorota, le Terre del Grano; Chernozavtra si trova a sud ai confini con l'egemonia hobgoblin, quindi bisogna costeggiare i monti mediani fino al fiume Zapadryeka. Tutto dovrebbe richiedere non più di due mesi e mezzo, marciando a tappe forzate e senza intoppi.

Esiste un'altra via, più veloce ma decisamente più pericolosa. Esiste una via segreta che attraversa i Monti Mediani, bisogna risalire il fiume Orso Bruno fino alle sue sorgenti e da li proseguire a est tagliando per le montagne infestate di giganti e troll. Al di la de monti navigando il fiume Zapadryeka. Si arriverebbe facilmente a Chernozavtra senza passare per la terraferma. La strada permette di raggiungere l'obiettivo in un mese circa, sempre che i passi montani siano sgombri e la pista ancora libera.Dopo un attimo di indecisione i personaggi decidono la via veloce, Kormak, l'omino ungolo, si mette alla testa del gruppo: sarà la loro guida.

Il manipolo di eroi impiega due settimane a raggiungere le sorgenti del fiume Orso Bruno, la via nascosta tra le alte cime è deserta e gli avventurieri in poche settimane percorrono oltre la metà della traversata.

Un problema di una decina di metri di altezza e una ventina di quintali blocca loro la strada.

Una famigliola di giganti li sorprende, lancia pietre e provoca la caduta di ghiaccio e neve che vanno ad ostruire il passaggio lungo il fianco della montagna.

Il valoroso nano Bardin si spazientisce, non accetta che si perda altro tempo, torna sui suoi passi con l'intenzione di andare ad affrontare di petto il panzuto problema. Un gigante, il più basso ma anche il più grosso, decide di andare a prendersi il pranzo, lascia le sue grotte per sorprendere il gruppo alle spalle. Scende uno scalone di pietra naturale mentre Bardin nascosto dietro un masso avvelena la sua arma e lo attende. Un unico e ben assestato colpo alla gamba ferisce il titano: vacilla, per effetto del veleno diventa incosciente, perde l'equilibrio e rotola giù per la montagna precipitando dal precipizio. Bardin ha la strada sgombra e prosegue per le grotte.

Nel frattempo il più grosso e stupido dei giganti continua a gettare pietre e tutto quello che riesce ad afferrare in direzione degli “omini”.

Gregor, grazie al suo “passo del ragno” scopre che l'ostruzione di ghiaccio non ingombra come sembra, può essere superato, tende una corda e pian piano anche gli altri personaggi passano dall'altra parte. Una seconda valanga di ghiaccio seppellisce in parte i muli e il gruppo, questo blocca gli animali ma non i personaggi che si liberano a vicenda e dopo aver recuperato le vettovaglie raggiungono i compagni.

 

Caboto e Gregor scoprono un'altra entrata per le grotte, entrano, e oltre ad una mandria di yak scoprono la stanzetta di un piccolo gigante. Piange e si lamenta il cubo di carne di un metro e mezzo di lato, Caboto gli sottrae il sonaglio, le urla esplodono ancora più forti e lo attacca furioso.

Anche Skalf arriva nelle grotte e raggiunge i due compagni, si accorge che la stanza del pargolo non comunica solo con la stalla degli yak ma anche con il resto della montagna. Fuori le pietre smettono di cadere. Skalf tenta di stordire il piccolo di gigante mentre Caboto e Gregor indietreggiano.

Un secondo gigante, femmina questa volta, scende lo scalone in direzione di Bardin, questa volta il combattimento si fa più impegnativo per il nano ma si interrompe di colpo quando le urla di un mostruoso pargoletto riecheggiano nell'aria. La donnona fa dietro front e torna verso le grotte.

Il caos scatenatosi è troppo impegnativo per le menti poco allenate dei due enormi giganti. La stupidità che li domina non permette loro di inseguire gli intrusi che non perdono tempo e se la danno a gambe.

Il gruppo è lontano dalle grotte ma i pericoli non sono finiti: Kormak avverte gli avventurieri che il viaggio prosegue in una zona densamente abitata da famiglie di Trool. La notte vengono fatti turni di guardia e tutti decidono di addormentarsi su comode fronde dei pini.

Superati i Monti Mediani il gruppo segue il corso del fiume Zapadryeka in direzione nord-est, percorso che li porta nei pressi di una città hobgoblin. Tutti i personaggi sono d'accordo che è troppo rischioso interagire con i pelleverde ma ne sono costretti. Kormak conduce i nostri eroi al capo hobgoblin, che gli impone il pagamento fiun tributo per la loro incolumità. L'oro scorre copioso dalle borse degli avventurieri, che comprano anche una vecchia barca. Il gruppo salpa e discende il fiume fino all'intersezione con un suo affluente, la dove, su un isola, sorge Chernozavtra.

 

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