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All'Ombra del Caos: Intermezzo Eroi, Jarl o…
Il Party: Capitano di Mare Dante Domiziano Caboto (Don Teocchi) Chierico di Ranald, Gregor (Lou) Contrabbandiere, il nano Bardin (Mike ) Fuorilegge, l'elfo Kel (Mosche) Guardia del Corpo, Skalf (Rosso)
Il Caos sembra essere stato sconfitto nel profondo nord, un pugno di eroi ha debellato il male là dove aveva deciso di radicarsi. Smascherato il subdolo Waissman e l' oscura ombra della torre nera ricomincia una nuova era nel piccolo villaggio del nord. Ogni cosa è andata perduta: la palizzata che dava sicurezza, i magazzini con i viveri, il calore della locanda. ..Da buoni neo-jarl i nostri eroi si prendono a cuore la situazione e decidono di dare aiuto alla popolazione stremata da tante tribolazioni. Un gruppo parte da Berghen per reperire i generi di prima necessità, Caboto, Bardin, Gregor e un piccolo gruppo di vecchi del villaggio si dirigono a Erengrad. La grande città portuale del nord accoglie i nuovi arrivati con estremo interesse. Gregor e Bardin vengono curati mentre Caboto pensa alle vettovaglie e alla vendita di vari beni di lusso "ereditati" dal lascivo Waissman. Tra gli acquisti non potevano mancare anche costosi e potenti "gingilli" magici che vengono distribuiti tra tutti gli jarl. Pochi giorni dopo il loro arrivo, si sparge la voce che un piccolo manipolo di uomini, nani ed elfi ha sconfitto un ' orda caotica, questo suscita notevole interesse, non solo da parte delle autorità ma anche nei vicoli più oscuri e nelle taverne mal frequentate. Qualcuno si fa avanti. La prima proposta viene dal Gran Croce di Erengrad, il capo della più potente organizzazione criminale del Kislev. Il grande Skugga deve essere evocato ma mancano le pergamene che descrivono il rito di evocazione. I mafiosi sono in possesso solo di una parete degli scritti, gli Gregor è stato riconosciuto da delle guardie come culti sta di Ranald, sono state fatte ricerche sulla sua reputazione ma in città sembra non aver commesso nessun reato. altri si trovano ancora nei sotterranei del tempio di Verena ed è da li che gli jarl dovrebbero rubarle. Il grande Skugga è un demone di Ranald che ha il potere di vedere e conoscere ogni cosa nascosta; un potere enorme, che se condiviso con i molti seguaci di Ranald, affiliati alla mafia kislevita, potrebbe sconvolgere la sicurezza della città. Le organizzazioni criminali vengono represse con estrema violenza dalle autorità kislevite. Non c'è dubbio che la questione "Skugga" preoccupi particolarmente l'inquisitore di Verena che ha il dovere di vigilare sulle pergamene di evocazIone. Si fa avanti un gruppo di tre importanti, giovani e spregiudicati mercanti della Erengrad bene, uno di questi è il figlio del potente Olsen. Propongono una spedizione nelle terre del sud con l'obiettivo di spodestare il despota di una ex colonia imperiale nella quale sono stati da poco scoperti degli importanti giacimenti d'oro. I mercanti sono molto influenti e farebbero in modo che gli Jarl lascino la città senza che le autorità ne vangano a conoscenza, inoltre si impegnerebbero ad armare una nave per portare le vettovaglie acquistate a Erengrad a Berghen. Il tempo scorre. Nel volgere di poche lune l' aria in città si fa particolarmente pesante: lo Stor Kros è stato catturato mentre tentava, da solo, di rubare le pergamene mancanti dal tempio di Verena. La città viene blindata e ovunque si mettono in atto retate. Il Gran Kros viene torturato per giorni e alla fine sotto l'effetto di potenti droghe farfuglia qualcosa sulla zona dei magazzini e altre poche indicazioni. Anche Gregor finisce al fresco: durante un controllo di rutine è stato riconosciuto da delle guardie come culti sta di Ranald, sono state fatte ricerche sulla sua reputazione ma in città sembra non aver commesso nessun reato; il suo nome compare però tra quelli dei cinque jarl di Berghen. In corrispondenza con questi fatti i personaggi vengono invitati a recarsi ad una riunione dove sono presenti i maggiori preti della città tra i quali anche l'inquisitore in persona. Viene loro . imposto, ma con parole gentili, di ritrovare il figlio dell'inquisitore, della cui sorte si è persa ogni traccia da qualche mese. Agli jarl viene caldamente consigliata questa missione. La grande magnanimità dei templi di Erengrad garantirà che si armi una grande nave per portare aiuto e beni spirituali alla gente di Berghen. Nella vaghezza delle informazioni in possesso del tempio, alberga il timore che in assenza dei morigerati jarl, sotto il peso dell'indigenza, la gente si dia a quegl'atti di pirateria per cui era nota in tutto il nord. C'è un'altra questione che rende nervosi gli accoliti di Verena, il leggendario quanto temuto anello del Drago, proprietà del mercante Olsen, è stato acquistato da Caboto per l'esorbitante cifra di 40000 corone imperiali. Il potere dell' anello può sprigionarsi solo con la parola giusta. L 'anello è in mano agli Olsen ma la parola viene conservata al tempio di Verena che ha studiato l' oggetto. La transazione tra il mercante e gli jarl non è stata portata a termine ed è di grande interesse per il mercante che ciò avvenga. A malincuore l'inquisitore permetterà che l'oggetto passi in mano degli avventurieri ma cercherà in questo un ulteriore pretesto per piegarli al suo volere. Il giorno dopo la proposta dell'inquisitore giunge a Erengrad il quarto jarl, rimane a Berghen solo il più piccolo dei fratelli Bukler, il nano Barlin. Kel Amnar giunge portando con se la gloria di grandi gesta: da solo ha sconfitto una nuova incursione di caotici arrivando a uccidere un eroe del caos a cavallo di una viverna. La zona delle banchine a nord dell'isola viene messa sotto il controllo di un folto gruppo di guardie cittadine che controllano i tre ponti che ne permettono l'accesso. La nave degli avventurieri viene perquisita e messa sotto sequestro. Caboto e i suoi decidono di seguire il volere dell'inquisitore e prese le consegne al tempio di Verena, si muovono alla volta di Kislev dove riceveranno maggiori indicazioni sotto l' occhio vigile del consigliere Bogdanov, al palazzo dello Zar. I nostri avventurieri manterranno un ottimo rapporto con i mercanti Mettelson, Olsen e Svittson con cui trascorreranno le ultime ore a Erengrad.
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