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Mostra
di Hobbistica (2005)
Fotografie
Racconto
introduttivo: Anno imperiale 2523.
Eppure i segni erano chiari! Da mesi i minatori nani e i cercatori d’oro riferivano di orchi che, sempre più numerosi, infestavano i Monti Neri a sud del Wissenland. Molti mercanti avevano avvistato grossi lupi cavalcati da goblin aggirarsi nelle vicinanze dei passi montani; sempre più carovane non riuscivano a giungere integre a destinazione a causa dei frequenti attacchi dei predoni pelleverde o, semplicemente, non giungevano affatto. Nessuno, però, si aspettava un’invasione di tali proporzioni!
Era ormai primavera inoltrata, i campi erano rigogliosi e la popolazione godeva dei frutti dell’abbondanza, quando, improvviso come un temporale estivo, il flagello verde incominciò a sciamare dalle montagne, migliaia e migliaia di orchi e goblin invasero le verdi pianure del Wissenland, risalendo da sud lungo il fiume Sol, diretti verso il cuore dell’impero. I piccoli villaggi di contadini e cacciatori nulla poterono contro l’enorme orda verde, i campi vennero sistematicamente devastati, i raccolti bruciati e le mandrie e i prigionieri divorati! Colonne di profughi fuggirono, diretti verso la capitale Wissenburg.
Heinrich Von Helsing, conte elettore del Wissenland, radunò tutte le truppe provinciali disponibili: picchieri, alabardieri e spadaccini, nelle loro divise bianche e azzurre, marciarono incontro al nemico, le milizie cittadine furono radunate in fretta e armate con archi e balestre, cannoni e mortai vennero ingrassati e riempiti di polvere nera, le casse dello stato vennero prosciugate per pagare potenti mercenari ogre provenienti dal lontano Cathai. Nel giro di venti giorni tutte le truppe disponibili vennero fatte convergere a sessanta leghe a sud della capitale, presso la cittadina di Solenburg, vicino all’unico guado che permettesse di attraversare il fiume Sol.
Tre giorni dopo l’orizzonte divenne verde! Un’unica linea ininterrotta: orchi, goblin, troll, giganti, migliaia di creature il cui unico scopo era combattere e uccidere e, a capo di tutto ciò, un enorme orco, alto quasi tre metri, a cavallo di un’orrida viverna. Alle prime luci dell’alba la battagli inizio, ma fu breve! Sebbene più organizzati e meglio armati, i reggimenti imperiali nulla poterono contro il numero e la ferocia dei pelleverde. La linea di battaglia si spezzò sotto le continue cariche degli orchi, le truppe incominciarono a ripiegare, lo stesso conte fu sconfitto e ferito dal generale degli orchi, solo l’eroico sacrificio della guardia di palazzo, che da sola tenne per più di un’ora il guado, permise al grosso delle truppe di ritirarsi verso nord, in direzione del castello di Kalenberg.
E ora sono qui, caro lettore, all’interno di queste mura, con quel che resta dell’esercito provinciale, intrappolati da due settimane, attaccati giorno e notte, con sempre meno cibo e acqua, e con sempre meno speranze che i rinforzi dall’Averland e dalla rocca nanica di Karak Norn giungano in tempo. Scrivo quelle che forse saranno le mie ultime righe perché tutti sappiano che non ci siamo arresi, e che resisteremo fino all’ultimo uomo. Che Sigmar abbia pietà di noi!
Capitano Boris Von Hindelberg
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dettaglio
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