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Festival
dell'Arte (2004)
Il
giorno dopo - Commento del Presidente
Festival Dell'arte 2004, città di Clusone. La giornata si presentava migliore, metereologicamente parlando, rispetto alle aspettative. Per tutta la settimana le previsioni per il weekend erano di pioggia mentre un timido sole ci aveva regalato un po' di buon umore. Eravamo fiduciosi che il bel tempo ci avrebbe dato una mano a far affluire la gente verso il nostro stand e per questo eravamo ottimisti.
Nonostante un piccolo contrattempo dovuto alla mia innata conoscenza delle strade, arriviamo a Clusone all'orario stabilito. Sabato mattina, città deserta. Parcheggiate le macchine ci comunicano che non avremmo ricevuto i pass promessi dal comune, quindi niente posteggio comodo nei pressi dello stand; Tommy ci comunica che "…purtroppo se i vigili trovano la macchina senza parchimetro pagato vi danno la multa…". Ottimo penso io che con i vigili non ho un buon rapporto, ma intanto ci spostiamo con le macchine in Piazza Orologio e iniziamo a scaricare. I tavoli, le transenne, le luci, il porticato… tutto a nostra disposizione, tutto libero per noi, anche troppo libero... Ognuno di noi si aspettava che non fossimo gli unici a presentarci, che altri come noi avrebbero montato stand o banchetti, ma niente: da uno dei programmi poggiati malinconicamente nell'angolo della piazza ci rendiamo conto che saremo l'unica attrazione della giornata a parte un piccolo concerto in una piazza poco distante.
Montato il plastico, disposti una prima volta i quadri e le stampe, è tutto pronto, mancano solo i curiosi, la gente… La mattina si svolge tranquilla, pochi villeggianti si soffermano sulle belle tavole di Roberto, che nel frattempo per questioni di luce è costretto a modificare una seconda volta la disposizione delle tavole, qualcuno sbircia il plastico, qualche bambino fa domande interessato, ma tutti continuano ad aspettare.
"Sabato mattina, la gente si alza tardi, i ragazzi dormono fino a mezzogiorno, non preoccupatevi nel pomeriggio si riempirà…": queste le promesse.
L'ora del pranzo arriva veloce, io e l'elfo nero rimaniamo al plastico a contenderci il campo di battaglia mentre gli altri vanno da Tommy per i buoni pasto promessi ma… niente buoni pasto, forse riesce a procurarne qualcuno, due o tre ma non di più. Noi eravamo in nove… Neanche la pizza ci viene garantita e qualcuno si accontenta di un panino o un trancio di pizza nel bar "convenzionato".
Il pomeriggio arriva sonnacchioso come la mattina, poca la gente, il sole che si nasconde dietro le nuvole, Roberto che si riorganizza di nuovo, presenza degli organizzatori assente... Dopo un primo match tra pelle verde e non morti ci prepariamo per il big match. Sono quasi le cinque e la gente va a messa, esce finalmente da casa, non è molta ma ci rincuora, con il big match arrivano molti curiosi. La gente si ferma a guardare, fa domande e raccoglie un volantino, qualcuno compra una stampa.
Il sole scompare del tutto, dopo circa un'ora o due di piena torna il deserto, siamo stanchi per il continuo susseguirsi delle partite ma in fondo emerge qualche sorriso. La giornata volge al termine e i commenti non si sprecano, scarso l'interesse complessivo, poca gente, o meglio, poca rispetto alle aspettative. Ci siamo divertiti, sì, almeno noi che abbiamo giocato al Battle ci siamo divertiti, un encomio a Roberto che abituato a ben altre manifestazioni ha subito la poca affluenza peggio di tutti. Siamo stanchi, il buon umore non ci manca ma un po' di amaro in bocca rimane. L'organizzazione è stata un po' carente e alla fine il cielo coperto ha dissuaso molti ad uscire di casa. Personalmente non ritengo sia stata una brutta esperienza ma la prossima volta, se ci sarà, sarà diverso…
F.B.
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