Lucca Comics and Games (2005)

Il giorno dopo - Commento del Presidente

Lucca Comics and Games 2005. Un evento importante a livello nazionale e non solo a cui la nostra Associazione non poteva non partecipare. Una bellissima manifestazione che mira a raccogliere appassionati delle più svariate forme di intrattenimento che prevedono da parte degli appassionati un grosso bagaglio di fantasia e immaginazione.
Non mi dilungo a descrivere la grande varietà di materiale esposto e delle sue tipologie in quanto il sito dedicato alla manifestazione (www.luccacomicsandgames.com) è molto più esauriente di ogni mia possibile relazione. Mi soffermerò su quanto la fortuna e il caso mi hanno dato modo di apprezzare, rimanendo dell’idea che un giorno a Lucca non basta per rendersi davvero conto di cosa possa offrire veramente l’evento.
Devo qui dar conto dei fatti di cronaca che si svolsero nella nottata che precedette la visita alla fiera. Iniziammo con una cena a base di pesce. La crisi economica ci spinse ad abbandonare l’idea di mangiare alla Lanterna, locale frequentato l’anno precedente, facendo cadere la scelta su un’ottima trattoria di Lido di Camaiore: La Mia Toscana, accogliente e dall’aspetto signorile (i ben vestiti avventori sembrava non potessero rinunciare al cellulare). Cucina ineccepibile e vino molto buono, anzi molto molto buono…
Giusto per digerire il vino e le cozze passammo a sorseggiare con inaudito masochismo gli intrugli del Sgt. Pepper’s Pub, sempre a Camaiore. Nessuno di noi dimenticherà il Daiquiri ordinato da mastro Moskino fatto con tanta buona Tequila spacciata per rum scuro. Nemmeno io dimenticherò mai il Fernet servitomi in un bicchiere da Martini e spacciatomi per Brandy e Menta bianca. Sorvoliamo poi sul conto…
Fisicamente provati raggiungemmo l’Hotel dove un po’ di Montenegro ci augurò la buona notte. Non ricordo bene perché ci fossero quattro uomini in mutande alle due di notte che con movenze da Delta Force barricarono la porta della nostra camera di mobilia. Non ricordo nemmeno perché il padrone dell’albergo mi chiese cosa stavamo facendo quando io e mastro Moskino ci mettemmo a rimettere in ordine la suddetta mobilia. Il giorno dopo quando almeno due di noi non avevano più nulla in corpo, fatta colazione e salutato il mare tornammo con la mente al vero motivo della nostra scampagnata.
La prima cosa che, una volta entrato in fiera, ha colpito la mia attenzione, è stata una teca nei pressi dello stand Pegasus del padiglione G. L’autore delle bellissime miniature Warhammer Fantasy lì esposte, ha avuto modo di illustrarci i dettagli della colorazione e la tecnica con cui le ha eseguite. Persona molto disponibile, un vero appassionato, che mi sento di segnalare a tutti (www.grottadellarabo.it). 
La mia visita ha seguito poi una delle nostre priorità più impellenti, quella di reperire manuali per il gruppo di roleplay. Molti i rivenditori che offrivano offerte vantaggiose per giochi conosciuti e inediti. Da tempo avevamo intenzione di arricchire la nostra biblioteca ludica con il manuale e alcuni accessori della nuova edizione di Vampire. Detto fatto, acquistati e dati in studio al nostro master Rudi. Le offerte editoriali si sprecavano, così abbiamo acquistato per una modica cifra l’Apocrypha 2 per Martelli da Guerra, un compendium per ambientazioni fantasy e, udite udite, la prima edizione del manuale di Ancestry, uno dei primi giochi di ruolo italiani.
Non posso qui non sottolineare l’importanza assunta da questa manuale che ha stravolto di colpo la nostra considerazione sulla figura del Drago e delle sue frivole Ninfe. Inutile dire che la nuova edizione del gioco ha cancellato la straordinaria pregnanza del “pillolo di faggio” e del Lupo Rabbioso ma non per questo non smetteremo mai di tenerle vive nelle nostre “future” sessioni di gioco. A parte la voluta ironia dopo un più attento studio del manuale sono degne di apprezzamento la descrizione della magia, della considerazione degli effetti dell’alcool su un personaggio, assenti nella stragrande maggioranza dei manuali, e la caratterizzazione di alcuni aspetti del bestiario.
Dopo aver passato lunghe ore in piedi a curiosare, e mentre la maggior parte di noi stava sperimentando giochi di ogni tipo, ho avuto modo di testare il gioco in scatola Himalaya, e nel frattempo far riposare i piedi. Gioco molto bello dove non conta la fortuna, l’unico consiglio è quello di abbassare un attimo il prezzo della confezione visto che con cinque euro in più è possibile acquistare Axis and Allies, che a mio avviso offre molto di più.
Nota di merito anche allo stand che esponeva le tavole di Ciruelo Cabral e i suoi draghi. Bello lo stand di Confrontation che mi ha dato nuovamente conferma dell’enorme gap qualitativo della Games Workshop in fatto di scultura. Bello anche lo stand di vari artisti dediti alla colorazione in loco di miniature di vario tipo, mi vogliano scusare se non li nomino ma la mia memoria mi sta abbandonando. Divertenti gli scontri tra personaggi in costume di vario tipo e i visitatori, svoltisi all’esterno dell’area dei padiglioni, una nota di merito allo “Spadaccino Polemico” che ogni volta che veniva colpito affermava di non saperlo.
Non posso dire niente della parte dei padiglioni di Lucca Comics perché purtroppo non ci ho messo nemmeno piede.
Nel complesso devo affermare che la nostra gita si è svolta piacevolmente, senza imprevisti gravi, con serenità e gagliardia. Note dolenti vere e proprie non ci sono, anche se come l’anno precedente è da far notare come le aree di ristoro all’interno della fiera fossero a mio avviso sottodimensionate rispetto all’affluenza dei visitatori. Quasi assoluta la mancanza di un posto dove sedersi e mangiarsi il panino faticosamente conquistato. Non so se ripeteremo anche l’anno prossimo l’esperienza, visto che ho in mente di proporre altre mete per il consueto viaggio annuale, ma sicuramente la terremo in considerazione. Grazie a tutti i partecipanti per la compagnia e l’affiatamento.

F.B.