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1° Torneo di Martelli da Guerra (2006) Diario di Luthor Gormann
Bha!! Il Kislev. Neve e foreste, foreste e neve. Veramente desolante come paesaggio! Per fortuna il pensiero dei soldi della ricompensa mi rende meno noioso questo viaggio. Il viaggio procede tranquillo. La nostra copertura sembra reggere, e le poche pattuglie che ci hanno fermato non ci hanno fatto storie! Certo che volevo vedere se erano tanto pazzi da voler attaccar briga con una squadra di mercenari. Domani, se non incontriamo intoppi dovremmo arrivare alla colonia di Bolgasgrad. In tanti anni ho visto il tempo cambiare in fretta ma come oggi… santo Sigmar! Che tempesta! Non riuscivo a respirare. Sembrava mi avessero seppellito in mezzo alla sabbia. Tanto era fitta non si vedeva e sentiva più nessuno, solo un urlo del capitano che ci diceva di mettersi al riparo. C’era poco da fare in quella situazione, mi sono affidato al mio cavallo e ho rivolto un pensiero al sacro martello! In effetti qualcuno mi ha ascoltato, quando la tempesta si è attenuata ho trovato un gruppo di case e davanti ad una di queste chi ti vedo? Maro. Ovviamente il problema era chiaro, entrare sfidando il pericolo o restare fuori ed aspettare gli altri? La soluzione proposta dal mio compagno non era sicuramente tra quelle che avevo considerato. Ero sicuro che Maro avesse un qualche tipo di potere magico, ma quello che ha fatto davanti ai miei occhi basterebbe per denunciarlo a qualche cacciatore di streghe! Si è trasformato in uno scoiattolo! Ha preso una di quelle pelli che si porta dietro, l’ha mangiata e si è trasformato! Pazzesco! Se non fosse che una qualità del genere potrebbe rivelarsi ancora utile per la nostra avventura lo direi subito al capitano. Purtroppo la fretta in certe circostanze non è una buona compagna, e non riesco a prendere al volo il nostro amico in acqua, che sembra sempre più vicino al regno di Morr. Per fortuna Valter riesce a scivolare sul ghiaccio fino ad arrivare vicino alla buca in cui arrancano il cavallo e Sholl, mentre Odmund tiene saldamente la corda legata alla caviglia del compagno. Assicurato lo sfortunato amico con una corda riusciamo a trascinarlo a riva. Ovviamente per il cavallo non c’è nulla da fare e lo lasciamo impotenti ad affondare nelle gelide acque del Lynsk. Tolti gli abiti fradici e avvolto nelle coperte asciutte avviciniamo Sholl al fuoco e, sentendo quanto russa in questo momento, direi che gli abbiamo salvato la vita! Domani si riparte verso Bolgasgrad e poi dovremmo entrare nella zona di Praag. (torna su) Negli ultimi giorni abbiamo superato un sacco di villaggi abbandonati o distrutti. Il kislev non è sicuramente un luogo ospitale e questo spiegherebbe la durezza del suo popolo. Questa sera ci siamo accampati a poche miglia da Praag, nascosti nella foresta per evitare gli occhi indiscreti della milizia, ed ora siamo tutti imbambolati ad ammirare uno spettacolo che fino ad ora mi era stato solo raccontato. La città ardente, i kisleviti che periodicamente danno alla fiamme le proprie case per poi ricostruirle. Veramente duro questo popolo. Siamo ormai ad uno solo giorno dal Palazzo von Grueber e questa sera ci siamo accampati in una radura nel centro della foresta. Il Capitano Kruger e il Sergente Kargansson sono partiti, probabilmente diretti a Praag per ricevere le chiavi che permetteranno di accedere ai sotterranei del palazzo. Allestito il campo sono andato a caccia, nella speranza di poter mangiare qualcosa di più sostanzioso della solita carne secca, ma questa maledetta foresta sembra dimenticata anche dagli Dei. Solo una insipida marmotta, utile giusto per aggiungere un po’ di carne fresca al solito brodo. Siamo stati attaccati dagli uomini bestia! Per fortuna che ho una vista acuta, altrimenti quelle ripugnanti creature starebbero banchettando con i nostri corpi! Al momento non li avevo riconosciuti, vedevo una figura umanoide con la testa di lupo, ma avevo sentito che nella milizia kislevita si trovavano spesso licantropi, quindi non mi sembrava il caso di lanciare subito l’allarme senza aver capito le reali intenzioni di queste creature della foresta. Ho ovviamente svegliato Odmund che era il più alto grado in comando e all’improvviso, dal cuore della foresta, si è alzata una voce, o meglio dovrei dire una moltitudine di voci, anche se sono sicuro provenissero tutte dallo stesso punto. Non ho colto tutte le parole che dicevano, ma è bastata una frase per capire che eravamo in pericolo “uccideteli, uccideteli tutti!”. Con un urlo abbiamo svegliato gli altri compagni e ci siamo ritrovati contro dodici uomini bestia, tre a testa, più il loro comandante che per ora avevamo avuto solo il piacere di sentire. Anche nelle foreste del Talabecland si trovano branchi di queste immonde creature del caos, ma qui a nord l’influsso dei poteri perniciosi è ancora maggiore e le forme che questi abomini assumono è un vero insulto alle leggi della natura. Non sono stato certo a guardare i mostri che si sono fiondati sui miei compagni, ma i tre che si sono scagliati contro di me li ricordo bene. A parte l’essere con la testa di lupo che avevo scambiato per un licantropo, mi si è parato contro un mostro dall’aspetto umanoide ma con i piedi caprini, mentre uno strano essere dotato di una coda prensile e di ventose volteggiava tra le piante sulla mia testa, sicuramente pronto a colpirmi alla prima disattenzione. Con in testa le parole che il prete guerriero Volkhmar mi ripeteva sempre quando da piccolo entravo a pregare nel tempio di Sigmar “non tollerare che l’empio viva!”
ho scagliato le mie due asce contro una di quelle creature, ma anche gli dei del caos sembra che proteggano i loro figli. Bhe, ho pensato, ci penserà la mia fedele ascia a due mani a purificare il mondo da questi esseri! Quando ormai anche io avevo avuto ragione dei tre mostri, ed ero pronto a correre per dare man forte a Maro, il capo dei nostri nemici si è rivelato per quello che era, un potente guerriero votato agli dei oscuri. Ricoperto da una armatura cangiante con facce che apparivano e scomparivano, e armato da una ascia a due mani avvolta in un oscuro bagliore, si apprestava a scatenare non so quale diavoleria su di noi. La fortuna non era sicuramente dalla nostra parte, non solo avevamo davanti uno dei più terribili nemici che si possono incontrare, ma era anche una adoratore del grande mutatore, Tzeentch, il signore della magia. Non so bene cosa sia successo in quel frangente, mi ricordo solo di aver scagliato ripetutamente la mia ascia contro l’immondo adoratore del caos mentre continuavo a ripetermi “non tollerare che l’empio viva”. Sigmar deve aver ascoltato le mie preghiere perché alla fine il guerriero si è accasciato a terra, morto. Vedendo la fine fatta dal loro capo, le altre creature ancora in vita hanno visto bene di fuggire nella boscaglia. Finalmente anche il capitano è tornato all’accampamento e ci ha illustrato la situazione. La tenuta dei Von Grueber è di circa 220 kmq con tre villaggi. Tutto è sotto confisca da parte della milizia di Stalgrad, dato che il duca è stato accusato di demonologia. Il castello è sorvegliato da una cinquantina di soldati, ma sembra che attualmente ne siano rimasti solo venti, dato che una parte si è diretta a Nord in aiuto di un insediamento di ungoli. Cosa dire, una passeggiata di salute! La nostra meta è davanti a noi. Il palazzo Von Grueber è costruito su uno strano massiccio roccioso che domina tutta la pianura circostante. Si nota che il fondatore della dinastia veniva dall’impero, il castello è completamente diverso da quelli che abbiamo incontrato durante il viaggio e se non fosse per tutta questa maledetta neve, direi che siamo giunti in una provincia imperiale. Entrarci non sarà facile, anche perché pare che siano state notevolmente migliorate le difese a causa delle continue scorrerie di predoni del caos provenienti dalla desolazione. Abbiamo solo due accessi, a nord, a ridosso del bastione fortificato in cui vi sono gli alloggi delle guardie; e a sud, meno difeso data la sua posizione. Il piano deciso dal comandante è semplice: Il sergente Baumaister, il soldato Sholl, Odmund, Valter, Maro e io tenteremo di accedere, non visti, dall’ingresso sud. Il resto della compagnia si dirigerà verso l’ingresso nord e, fingendo un membro ferito, entreranno e cercheranno di far ubriacare le guardie. Entrare dall’ingresso Sud non è stato assolutamente facile! Anche per colpa della goffaggine dei miei compagni! Siamo arrivati alla base del massiccio e, mentre Sholl è rimasto di guardia ai cavalli, ci siamo caricati in spalla l’occorrente pronti a salire verso le mura. Nell’oscurità della fredda notte kislevita riuscivamo a scorgere due luci, una appena sopra il cancello di ingresso, la seconda proveniva dalla torre di vedetta del castello. La prima era sicuramente un problema ed era necessario capire meglio la situazione. Quando Maro ha proposto al sergente di andare in avanscoperta, ho intuito le sue intenzioni e mi sono offerto di accompagnarlo. Sebbene il sergente non sembrasse molto convinto ha acconsentito. Appena fuori da occhi indiscreti il nostro amico mago si è trasformato di nuovo in uno scoiattolo. Devo ricordarmi di chiedergli se può anche diventare altri animali, magari più grossi, che ne so, un orso! Certo che pensandoci bene, se ne deve mangiare la pelle come fa? Comunque ancora una volta questa qualità si è rivelata utile come pensavo. La luce sopra la porta era, come credevamo, una guardia che però pareva assopita. Nella casamatta, a ridosso dell’ingresso, c’erano altre due guardie intente a giocare a dadi. Per fortuna le notizie non erano tutte negative, la porta di accesso non era sprangata. Il sergente è rimasto, ovviamente, molto sorpreso da tutte queste informazioni, e non solo lui. Devo dire a Maro di essere più indiscreto con i suoi poteri, non vorrei vederlo bruciare su qualche falò in una piazza, come mi è già successo di assistere altre volte. Per fortuna la fretta che ci accompagna ha rimandato le spiegazioni, probabilmente, alla fine della nostra missione. Abbiamo deciso quindi il piano di azione, Io e Odmund dovevamo dirigerci silenziosamente verso le mura, scalarle con una corda e quindi avvicinarci e bloccare la guardia. Intanto gli altri, con le balestre in pugno, avrebbero tenuto sotto tiro il soldato e, dopo che noi lo avevano messo fuori gioco, dovevano entrare dalla porta e assaltare la casamatta. Il piano a mio parere era ottimo, ovviamente tutto precludeva che fossimo tutti degli esperti. Non che Odmund mentre ci avvicinavamo alle mura facesse rumore svegliando la guardia. E questo dovrebbe essere un discepolo di Ranald! mi sa chi sono sbagliato, questo non è un ladro, dato che se si muove con la grazia di un rinocebue, deve essere un semplice fuorilegge, un tagliagole da quattro soldi! E chi pensava che il sergente fosse cosi rincoglionito da farsi vedere, avesse almeno inventato una buona scusa. Bha, con che razza di incompetenti sono finito! Comunque la situazione è precipitata. Ho cercato di prendere con il lasso la guardia sulle mura ma, l’ho già detto, la fretta in certe situazioni non è una buona compagna. Ormai l’allarme era scattato! Odmund si è lanciato dentro il portone seguito dagli altri, ne è nata una colluttazione con le due guardie uscite dalla casamatta, ma siamo riusciti ad avere la meglio. Purtroppo il terzo soldato si è barricato nell’edificio ed ora, mentre leghiamo e imbavagliamo i suoi compagni, dobbiamo decidere chi resterà qui per impedire che esca e dia l’allarme. Il sergente è rimasto di guardia sulle mura, nella stessa posizione del soldato, in modo da non destare sospetti se qualcuno avesse voluto dare un occhio dalla torre di vedetta. Chiusi i due prigionieri nella rimessa delle carrozze, abbiamo iniziato a girare per il cortile alla ricerca di un possibile ingresso all’edificio centrale. La situazione era abbastanza desolante, le stalle, i canili, le fucine, tutto vuoto e abbandonato. Purtroppo l’ingresso secondario vicino al pozzo era chiuso. La situazione si fa difficile. Ora siamo qui nella cappella di famiglia a picchiare le lapidi alla ricerca di possibili passaggi segreti, spero che Morr non ci punisca perché stiamo disturbando il sonno dei morti. Ma, aspetta un secondo, qualcuno ha verificato se la porta principale è effettivamente sprangata oppure è solo chiusa? Certe situazioni sono degne dei racconti di Tarradash! Siamo in quattro e nessuno aveva pensato di verificare la porta di ingresso, che, ovviamente era solo socchiusa. Siamo quindi entrati nella sala e, se fuori la situazione era desolante, dentro non era da meno. Escrementi di cavallo, sporcizia ovunque, una camera è crollata e le sue macerie ostruiscono l’ingresso ai vecchi sotterranei. Ricordando delle seconda luce che si vedeva nella torre, abbiamo deciso di salire al piano superiore, con Valter che faceva strada. Arrivati nel corridoio del primo piano, abbiamo intravisto un’altra luce che illuminava la fine dello stesso. Mentre gli altri mi coprivano le spalle, mi sono avvicinato furtivamente e, all’improvviso, un urlo femminile mi è giunto da una delle stanze. Sono rimasto bloccato nel tentativo di capire meglio da quale stanza provenisse il suono. Di nuovo un altro urlo! Non potevo restare ancora fermo, una povera ragazza poteva avere bisogno del mio aiuto. Estratta la mia fedele ascia ho sfondato con un calcio la porta e sono entrato nella stanza. La scena che mi si è presentata è ancora vivida nei miei occhi, due povere contadinelle, visibilmente impaurite, rannicchiate in un angolo con un candelabro in mano e, nell’angolo opposto, una bestia. Un orso con le fattezze umane, probabilmente un orso mannaro, si divincolava in un angolo con il capo in fiamme. Mi è apparsa subito chiara la situazione, quell’orribile bestia voleva violentare le due fanciulle che si erano difese come potevano. Per loro fortuna ora ero giunto io a ripulire il mondo da questi mutanti. Molti dicono che non sono malvagi, anzi i kisleviti li ritengono benedetti dai loro dei. Purtroppo per loro io credo in un altro dio! E guidato sempre dalle parole di fratello Volkhmar “Che la sua ira colmi i nostri cuori!”, ho calato la mia ascia sul mostro, ed anche se i suoi artigli hanno aperto una profonda ferita sulla mia spalla, la mia fedele arma ha avuto la meglio e l’orrenda bestia si è accasciata a terra ritornando alle sue sembianze umane. Ora siamo tutti nella stanza e, mentre Maro cerca di calmare le ragazze, Odmund le sta interrogando nel tentativo di capire meglio la situazione. Valter intanto mi stava facendo notare che gli ordini erano di far ricorso alla violenza il meno possibile e che avrei, magari, potuto provare a spegnere le fiamme sul capo dell’orso con la brocca che c’era sul tavolo. Sciocco! Contro certi mostri l’indulgenza è il più grave errore. Comunque anche le intenzioni dell’ “uomo” non erano delle più lodevoli. A quanto pare le due giovani donne sono state rapite da uno dei villaggi vicini per uno scopo che è chiaro a tutti. Non sanno molto della guarnigione, a parte di altri due soldati che probabilmente sono nelle cucine al piano terreno. Maro sta preparando un infuso di erbe che permetterà alle ragazze di dormire in modo da non dovercele portare dietro, anche perché continuano a fare troppe domande e noi abbiamo un missione da compiere. Addormentate le ragazze abbiamo ripreso l’esplorazione e, appena uscito dalla porta, mi si sono ritrovato davanti un soldato che probabilmente veniva a reclamare il suo turno. Ho cercato di stordirlo con un pugno ma questo è scappato. Purtroppo i miei cento chili non mi hanno aiutato nell’inseguirlo e, se no fosse stato per lo scatto felino di Odmund, ora saremmo in guai seri. Dopo averlo immobilizzato lo abbiamo legato per bene. Rimaneva solo un problema, trovare una stanza in cui metterlo. Abbiamo incominciato quindi a girare per il corridoio, visitando prima il bagno, o meglio dovrei dire il cesso dato lo stato in cui era, escrementi ovunque, una puzza che solo un seguace di nurgle avrebbe potuto apprezzare. Dopo aver rovistato in giro, il posto non ci è parso molto sicuro per lasciare il nostro prigioniero e quindi abbiamo deciso di continuare a cercare. La seconda stanza è stata il ripostiglio, piena di casse e armadi contenenti diverse cianfrusaglie, raccolto ciò che poteva rivelarsi utile, abbiamo optato per chiudere il soldato in uno degli armadi. Ho quindi provveduto ad immobilizzarlo meglio e lo abbiamo buttato nel primo armadio vuoto, bloccando poi la porta con una cassapanca, ovviamente cercando di fare meno rumore possibile per evitare di attirare troppe attenzioni. La terza stanza visitata è stata quella di Valter, una visita devo dire molto interessante. A quanto pare il nostro amico ha dovuto lasciare il castello in fretta è furia e, come al solito, non si sbottona sui motivi. Anche gli altri due, in particolare Odmund, hanno incominciato ad insospettirsi su questo fatto. La stanza nel complesso non lasciava trapelare nulla, solo tracce di ampolle rotte a terra, cosa che mi ha fatto pensare che Valter si interessi anche lui di magia o di alchimia, il nostro amico ha, in effetti, confermato la cosa. Fantastico, in compagnia di due maghi, se scoprissi che Odmund è un necromante il quadro sarebbe completo! Alla fine abbiamo deciso di dirigerci verso il nostro reale obiettivo, la torre di vedetta. Al nostro livello era vuota, ma al piano superiore si percepivano chiaramente dei rumori. Dovevamo sapere con quanta gente avevamo a che fare e ovviamente l’unico a cui potevamo chiedere era il tipo nell’armadio. Siamo tornati indietro, ma neanche Valter e il suo coltello sono riusciti a scucire grandi informazioni dal soldato Olaf. Dovevamo decidere un modo per attirare al piano terreno i soldati sul tetto. Odmund ha proposto di camuffarsi come il soldato, utilizzando anche dei colori per tingersi i capelli e Valter si è offerto di insegnargli in kislevita “venite di sotto a divertirsi è il vostro turno con le ragazze”. Il piano sembrava buono ma all’improvviso abbiamo avuto come un sogno ad occhi aperti: ho visto Odmund che chiamava i soldati di sopra, uno di questi che apriva la botola insospettito perché non sapeva nulla delle ragazze, Valter che diceva altre frasi ad Odmund e il soldato che li sentiva, l’allarme che scattava e la nostra missione che andava in fumo. Tutto ci è apparso chiaro, la scusa delle ragazze era troppo debole, il travestimento di Odmund, anche se buono, non era perfetto e di meglio era difficile fare, inoltre il nostro amico non parlava il kislevita e quindi era meglio che dicesse il minor numero di frasi possibili. Il piano doveva essere cambiato! Mentre ci accingiamo a nasconderci per l’agguato, ripenso mentalmente alle fasi, Odmund attira l’attenzione dei kisleviti dicendo di scendere a bere della kvas che abbiamo trovato, quando il nemico apre la botola si allontana in modo da non farsi riconoscere e non risponde alle domande che gli verranno fatte, fingendo di essere visibilmente ubriaco, quando il soldato scende lo immobilizziamo e aspettiamo che arrivi anche l’altro, semplice! Il piano ha funzionato! Certo non è stato semplice come avevamo pensato, ma abbiamo ottenuto il nostro scopo. Quando il primo soldato è sceso ho cercato di stordirlo con un pugno, ma dovevo aver immaginato il tutto troppo facile, per fortuna durante la colluttazione non è stato messo in allarme anche il suo compagno. Quindi dopo aver stordito il primo abbiamo atteso pazientemente il secondo e lo abbiamo immobilizzato con la minaccia di un coltello alla gola. La strada era finalmente libera, siamo riusciti a salire sulla torre di vedetta, per scoprire che non conteneva praticamente nulla. Dando un occhiata dalla finestra di vedeva il sergente ancora all’ingresso e la luce nella torre nord, dove speravamo i nostri amici avessero messo fuori gioco il resto della guarnigione. Siamo scesi è abbiamo incominciato ad esplorare altre stanze, ovviamente dopo aver rinchiuso anche gli altri due nel ripostiglio. La ricerca è stata abbastanza infruttuosa, segno che il castello è stato ripulito per bene da altri. Dopo un secondo bagno più lercio del primo, con addirittura mosche e insetti che brulicavano per tutto il pavimento, cosa che ci ha fatto addirittura temere una qualche infezione del grande infestatore, siamo entrati nella camera da letto del duca, dove ci troviamo ora, anche se non sembra vi siano questi grandi tesori. Ci rimangono, a detta di Valter, tre stanze, la biblioteca, la sala del duca e una terza che sembra essere sprangata e non so se riusciremo ad aprirla senza fare rumore. Le altre stanze che mancavano al piano superiore non contenevano nulla di interessante. La sala del duca veniva usata probabilmente per i consigli e le riunioni importanti e, a parte gli enormi arazzi sulle pareti, era vuota. Solo un particolare ha attratto la mia attenzione e quella dei miei compagni, un daga nera, che si ripeteva in tutti e tre le rappresentazioni, sicuramente una arma magica, probabilmente andata perduta. Definirlo il salone grande è veramente riduttivo, ci si potrebbe far crescere un intero campo di frumento in questa stanza, e con lo spaventapasseri che abbiamo incontrato non credo che le cornacchie si avvicinerebbero. Ovviamente eravamo scesi alla ricerca degli ultimi miliziani, due o forse tre in base a quanto detto dai loro compagni. Valter ci faceva da guida, quando, dal nulla è apparso il fantasma di una donna e cosa ancora più sconcertante aveva in mano la sua testa. Si avvicina al nostro compagno urlando “assassino”, a quel punto rimango impietrito. I non-morti sono la mia bestia nera! Datemi mutanti, adoratori del caos, la fede in Sigmar mi protegge e mi sostiene contro questi abomini! Ma le anime inquiete mi paralizzano, il pensiero corre a mio padre, ucciso a tradimento, e alla sua povera anima. Basta farsi trasportare dai ricordi, sono qui per una missione e devo raccontare tutto per il mio rapporto. La vista dello spirito ha avuto un brutto effetto anche sui miei compagni, Maro è rimasto paralizzato, solo Odmund non ha ceduto alla paura, forse protetto dal suo sacro amuleto che ho visto illuminarsi quando lo spettro è apparso. Probabilmente la cosa si sarebbe conclusa qui, se non fosse che una delle porte sul lato opposto della sala si è improvvisamente aperta. Uno dei miliziani, probabilmente attirato dal rumore, ci ha guardato per un secondo e poi ha richiuso la porta. Non dovevamo permettergli di dare l’allarme, non dopo tutta la fatica che avevamo fatto fino ad ora. Mi sono messo a correre verso la porta seguito da Odmund, spalancata mi sono trovato davanti due guardie, ovviamente pronte ad accogliermi. La cosa mi ha preso veramente alla sprovvista, memore dell’ordine di non uccidere nessuno, ho cercato di stordirli, ma, devo essere sincero, uccidere mi riesce meglio! Mentre loro mi aprivano diverse ferite su tutto il corpo, io continuavo a cercare di stordirli. Se non fosse intervenuto Odmund, credo che avrei estratto la mia ascia e ora avrei altri due morti sulla coscienza, come se due in più o in meno facessero la differenza! Bloccato il primo il secondo si è dato alla fuga, anche se breve. Devo dire che Odmund è veramente un felino, forse anche io quaranta chili fa correvo cosi, ora quando qualcuno fugge preferisco estrarre la mia balestra e piantargli un dardo in una gamba, o ancora meglio nella schiena, cosi la prossima volta ci pesa due volte prima di scappare! Altre due guardie immobilizzate, dovrebbe restarne solo una. Ora stiamo controllando la cucina ma è uno schifo, il poco cibo che c’è è marcio e la stanza è piena di topi. Per fortuna Valter ha trovato una donnola, forse addomesticata, che si attaccata a Maro come se fosse stato il suo padrone da sempre. La sua carne non è male, forse sa un po’ di selvatico ma meglio della solita carne secca. Eh, eh! Meglio che non le dica a Maro queste idee, quando la fame si farà sentire sarà sicuramente più ragionevole anche lui, in fondo avrà comunque una nuova pelliccia da aggiungere alla sua collezione. Ora sarà meglio proseguire con la nostra ispezione. Una lastra sicuramente di protezione verso i curiosi, e Maro cosa fa? La tocca! Questi maghi, si credono grandi studiosi e poi fanno una delle azioni più stupide che abbia mai visto. Comunque credo che la prossima volta ci penserà due volte prima di toccare una serratura magica, anche perché la scarica elettrica che lo ha sbattuto contro il muro non se la dimenticherà facilmente. Sono entrato nella stanza della musica con la scusa di cercare qualche cosa di interessante, ma in verità volevo farmi quattro risate, troppo divertente come situazione! Intanto che sono qui raccogliamo qualche cosa, giusto per far sembrare di aver cercato in modo approfondito, guarda un’ocarina magari posso rivenderla per qualche soldo! Ho fatto una cosa che potrebbe dannare la mia anima in eterno! Eravamo nella stanza delle armi e, mentre gli altri ispezionavano alla ricerca di qualche arma ancora utile, ho forzato una teca apparentemente vuoto e, nel doppio fondo, ho trovato uno strano oggetto, forse un pugnale. Senza riflettere l’ho afferrato e uno strano formicolio mi ha pervaso tutto il braccio. Spaventato l’ho mostrato a Valter che mi ha subito detto che era pervaso da un aura di malvagità e infatti la mano ha incominciato a ricoprirsi di bolle. Che Sigmar mi perdoni, non so perché l’ho fatto, invece di gettarlo via, l’ho avvolto in uno straccio e l’ho messo nello zaino. E’ come se qualche cosa mi abbia impedito di separarmene, come se avessi trovato un tesoro tutto mio. Nessuno lo può avere! Ora è qui nel mio zaino, al sicuro. Valter sta cercando di curarmi le bolle che continuano a formarsi, ma io lo so! Questo è un segno, un marchio che non mi abbandonerà più, perché ho voluto tenere un oggetto forgiato dagli adoratori degli dei oscuri. La sua forma mi è ben nota, questo pugnale mi ricorda il simbolo del grande ingannatore, Tzeentch! Solo per aver scritto questo nome meriterei di bruciare sul rogo, ma nessuna leggerà mai questa pagine, almeno finché sarò vivo! Abbiamo trovato anche l’ultima guardia, giaceva completamente ubriaca in una stanza e bloccarla non è stato un grosso problema. Ci manca solo la stanza da letto del conte, quella sbarrata, ed ora ci accingiamo ad entrare. Odmund ha già estratto il suo flagello con l’intenzione di sfondare la porta. Il braccio continua a formicolarmi e anche le cure di Valter servono a poco, sacro Sigmar cosa ho fatto!!!! Abbiamo avuto facilmente ragione della porta, ma entravi è stato un altro paio di maniche. La stanza è apparsa subito strana, tutta una serie di pugnali tappezzavano le pareti e la stanza era stranamente in ordine. Sia il mio sesto senso, che i poteri di Maro e Valter avvertivano che qualche stregoneria era all’opera in quella stanza. Dopo aver mandato in avanscoperta il famiglio di Maro senza risultati, abbiamo deciso di interrogare una guardia. Le informazioni erano comunque poco chiare, l’inquisitore aveva dato ordine di non entrare nella stanza per nessun motivo e solo la minaccia di buttare uno dei nostri prigionieri nella stanza lo faceva implorare dal terrore. Alla fine Maro ha preso l’iniziativa ed è entrato, e subito tutte le luci si sono accese. Naturalmente il coraggio del nostro amico druido è scemato più rapidamente di quanto non fosse salito ed è uscito subito dalla stanza. Alla fine abbiamo deciso di mandare avanti Odmund sicuramente il più robusto di noi, e, finalmente, la trappola si è rivelata. I coltelli alla pareti hanno incominciato a vibrare e tre sono magicamente volati verso il nostro compagno, che però li ha bloccato senza troppi problemi. A questo punto siamo entrati tutti, o meglio dovrei dire quasi tutti, perché Maro il coraggioso si è paralizzato sulla porta. Bhe! Nessuno gli ha chiesto di fare il guerriero, forse è meglio che continui a fabbricar unguenti e ad allevare animali. Io, Odmund e Valter ci siamo diretti in punti diversi della stanza, mentre i coltelli continuavano ad attaccarci con sorti alterne. Personalmente mi sono buttato su una bella armatura in un angolo e mentre cercavo di tirarla fuori dalla stanza i miei compagni si sono concentrati su altri tesori. Devo dire che sono stati più fortunati di me, Odmund ha trovato un bellissimo spadone, non certo da battaglia, ma il suo valore permetterebbe ad un uomo di vivere bene, per molto tempo. Maro, nel momento in cui la cupidigia ha avuto il sopravvento sulla paura, è riuscito ad entrare e a prendere uno scrigno, anche se pare chiuso magicamente ed ora sta cercando il modo di aprirlo. Ma chi ha trovato un vero tesoro è Valter, in una nicchia c’era la magica spada nera rappresentata negli arazzi, ed anche se questa lo ha attaccato è riuscito ad afferrarla e a dominarla. Certo che ne ha di poteri strani il nostro amico, per ora mi limito ad indossare la mia nuova armatura, ma questi misteri devono avere prima o poi una risposta. (torna su) Finalmente ci siamo riuniti al capitano, a quanto pare anche a loro è andato bene, hanno immobilizzato le guardie e catturato il loro comandante. I prigionieri non hanno però saputo, o forse voluto, dirci quando il resto della guarnigione potrebbe ritornare. Abbiamo deciso di dividerci, il sergente Baumeister e i soldati Ulricsson, Laut e Scholl prenderanno posizione in tre punti strategici: l’osservatorio della torre di vedetta, l’accesso nord e l’accesso sud. Travestiti da vichinghi, terranno alla larga eventuali scocciatori e, in caso di grave pericolo, ci avviseranno con tre squilli di corno. All’alba, in mancanza di nostre notizie, Baumeister scenderà a cercarci. Noi altri scenderemo nella cripta. Dopo una serie di vicende la prima spedizione è riuscita a trovare uno scrigno in cui si presumeva fosse conservato il tesoro, purtroppo per loro all’uscita della cripta avevano trovato le guardie dello zar ad attenderli, le quali avevano preso possesso del castello, mentre il duca era fuggito su un demone alato. Sono stati ovviamente tutti incarcerati e, mentre si scopriva che lo scrigno conteneva in verità una trappola, il nostro amico Helles riusciva a liberarsi per condurre una vita da fuggiasco negli ultimi mesi, per essere poi ingaggiato per tentare di recuperare, di nuovo, la reliquia. Che dire? Un mago in combutta con un demonologo, per di più ricercato, e pensare che credevo che fosse Odmund il fuorilegge! Come al solito mi posso fidare solo di una persona, me stesso! Comunque una nota positiva c’è, ha con se una mappa dei sotterranei, inoltre pare che il complesso non sia altro che una tomba costruita per un potente mago, tale Fistandalitus, morto circa 900 anni fa. C’è da chiedersi cosa stiamo cercando, a quanto sembra i sotterranei sono stati perlustrati da cima a fondo nella precedente spedizione, quindi cosa pensiamo di trovare? Un particolare mi fa però riflettere, la tomba del mago era vuota! Che tutto il complesso sia solo uno specchietto per le allodole? Che la vera tomba sia in un altro luogo meglio difeso? Dobbiamo cercare!!! Le vicende che vado ora a raccontarvi si sono svolte nell’arco di diverse ore, sono state però molto più concitata rispetto a quanto accaduto fino ad ora e mi è risultato quindi impossibile fermarmi per raccontarle. Ora che tutto si è concluso ho deciso, però, di narrare cosa è realmente successo nelle cripte, in modo che le autorità o chiunque leggerà il mio diario possa capire cosa abbiamo visto in questa tomba. Anche se è trascorso molto tempo, i fatti sono ancora molti vivi nella mia mente e riscrivendoli mi pare quasi di riviverli….. Dopo aver appresso la verità su Helles, con in mano la mappa ci caliamo nei sotterranei (stanza 1), l’aria è piuttosto stantia ma comunque respirabile. Helles ci avvisa che nella precedente ricerca le cripte erano ben difese, con trappole, incantesimi e spiriti di potenti maghi, tutto è stato disattivato, ma comunque è necessario fare attenzione. Mentre ascoltiamo questi ultimi avvertimenti noto che Odmund e Maro improvvisamente impallidiscono indicando la porta di fronte a noi, mi giro ma, come gli altri, non noto nulla. Loro affermano di aver visto una bambina bionda che diceva “ti stò aspettando duca….”, ma nessun altro ha visto o udito nulla, forse l’aria è più stantia di quanto
credessi!! Con la torcia cerco di bruciarla e lei fugge, devo fargliela pagare a questa schifosa creatura ma è troppo veloce, strisciando va verso il camino e fugge attraverso la canna fumaria. Viscido essere! Se non fosse che abbiamo una missione da compiere, troverei il modo per fartela pagare! La stanza a fianco è più interessante, c’è un enorme statua, che rappresenta un uomo anziano seduto, mentre con un braccio indica una delle pareti, sulla quale è rappresentato un bassorilievo di un uomo incappucciato. Non so perché ma questa statua mi ispira! Sento una strana voce che continua a ripetermi “la statua! la statua!”. A me sembra tutto normale, forse il mosaico sul soffitto? Oddio devo essere davvero appesantito, salire sulla statua è stato veramente faticosa e per cosa? Nulla!! Nessun passaggio, nessuna leva o altro. Anche agli altri non sta andando meglio, mentre sono in groppa al mago vedo Odmund che passa per la stanza colpendo il muro alla ricerca di non so quali passaggi, mentre sento Maro e gli altri che rivoltano le altre stanze. Devo fermarmi a riflettere e, soprattutto devo togliermi dalla testa questa dannata voce che continua a ripetere “la statua…. La statua….”. Haaaa!!! Non sono uno che riesce a stare fermo a pensare, devo agire! Se non troviamo altri passaggi ce li creeremo noi. Dobbiamo scavare in uno dei corridoi ostruiti, ne sono sicuro! Peccato che nessuno la pensi come me, dannati scansafatiche! Solo il sergente mi dà ascolto, per fortuna che ci sono i nani. Bene andiamo a scavare! Meglio andarsene, devo tornare verso la statua, questa voce nella mia testa mi sta uccidendo, è quel dannato pugnale, lo so! Da quando l’ho raccolto è come se qualcuno mi accompagnasse e volesse dirmi in continuazione cosa fare. Andiamo alla statua magari il segreto è davvero lì e anche il capitano sembra fidarsi dopo che gli ho esposto le mie riflessioni. Sono arrivati anche gli altri, il pozzo è parecchio profondo e senza nessun appiglio o scala, inoltre a circa trenta metri si vede una strana membrana azzurra, e sotto di questa a circa due o tre metri dovrebbe esserci il fondo, dico dovrebbe perché non si vede nulla, ma dal rumore fatto dal sasso che abbiamo lanciato la stima è abbastanza buona. Mi sa che qualcuno dovrà scendere. Dato che Odmund è il più atletico è stato scelto lui, chissà perché? io sono stato scartato a priori, va bene che sono leggermente
soprappeso però….. Gli assicuro la corda che un buon nodo, di quelli che solo io sò fare, o almeno credevo di saper fare. Di solito mi viene quasi istintivo, ma questa volta è come se ci fosse qualche cosa che mi deconcentra, che sia ancora quel dannato pugnale? Diversamente da Odmund riesce a raggiungere la membrana e dopo aver infilato solo il viso attraverso essa, ci dice che riesce a scorgere solo gli equipaggiamenti, ma nessuna traccia del nostro amico. Sospetta che sia un qualche incantesimo che trasporta le persone in un altro luogo, ma potrebbe anche essere una trappola. Mi pare una buona prospettiva, calarsi verso l’ignoto o continuare a cercare altri possibili passaggi? Osservo il nano pronto con il suo piccone e decido di calarmi nel pozzo, seguito da tutti gli altri. (torna su) Quanto tempo è passato? Chi può dirlo. Sento solo un gran freddo dato dalla roccia contro il mio corpo nudo. Non siamo soli, c’è qualcosa che ci gira intorno, ne sento le voci, sembrano dei bambini o comunque delle creature molto piccole, che continuano a ripetere “ Novo Ocawi, Mapro Cawi”. Riprese le forze apro finalmente gli occhi, ma le creature non ci sono, che le abbia sognate? In compenso ci sono gli altri, anche loro nudi sul pavimento. In effetti lo spettacolo non è dei più edificanti, ma nella vita di un soldato ci sono cose peggiori che svegliarsi quasi abbracciati al sergente Kargansson. Ci sono delle tuniche e ci rivestiamo. Siamo in una stanza illuminata da strani globi azzurrognoli, sicuramente una qualche stregoneria. Al centro vi è un piedistallo con quattro cerchi concentrici che, a detta di Helles, dovrebbero rappresentare la struttura dell’ordine di Kalter Wind del mago Fistandalitus (o come diavolo si chiama). Alla base del piedistallo c’è una strana scritta “Ma. Pro.O. Ka.Wi” che però neppure i nostri compagni maghi conoscono. Sulle pareti vi sono diversi bassorilievi e vi è solo un uscita, larga circa due metri, sul lato ovest. All’improvviso vedo qualcosa che si muove in un buco sul soffitto e due occhi rossi spariscono nell’oscurità. Forse non le ho sognate le strane creature, qualcuno ci osserva e forse tutto questo è una prova. A quanto pare ha tre aperture, ognuna caratterizzata da una serie di quattro bassorilievi. Le tre strade sono sormontate da tre scritte diverse, vi è la strada del sapiente, quella del monaco ed infine del guerriero. Be!! Questa è sicuramente la conferma che ci stanno mettendo alla prova. Siamo in sei, quindi ci dividiamo due per ogni via, Maro e Odmund verso quella del sapiente, Helles e il capitano hanno scelto la via del monaco e io ed il sergente non possiamo che optare per quella del guerriero. Prima di incamminarci nei rispettivi percorsi raccogliamo alcuni oggetti posati su dei tavoli: un medaglione che Maro intuisce doni poteri rigenerativi, una daga di legno molto simile a quella che usano i bambini per giocare, ma che difficilmente mi sarà utile per difendermi. Ah!! quanto mi manca la mia ascia a due mani e, non so perché, anche quel maledetto pugnale. Oltre a questo c’è un strano libro con scritto “il cammino dell’apprendista” con la particolarità che ogni volta che cerco di aprirne uno questo si sbriciola. E’ già il terzo che apro e continuano a ridursi in polvere. Bha!! è solo uno stupido libro!!! Sulla prima è rappresentato un cinghiale e vi è una leva per aprirla, la seconda ha un toro e una scanalatura circolare di cinquanta centimetri, molto simile a quella incontrata nella stanza in cui siamo precipitati. La terza è caratterizzata da una tartaruga e l’ultima da un unicorno. E’ sempre più ovvio! Ogni porta nasconde una prova e, sia il simbolo, che i bassorilievi che abbiamo trovato all’inizio dovrebbero aiutarci a superarle. E’ vero i bassorilievi, mi sono dimenticato di descriverli, vi era rappresentato nell’ordine: un uomo che salta un baratro, un uomo che tiene un caprone per le corna, un uomo immerso nell'acqua ed infine un uomo che getta una lancia ai piedi di un altro uomo. Bene!! basta interpretarli e sarà tutta una passeggiata. Mmhhh!!! Sono abbastanza complicati. Forse è meglio seguire l’idea del sergente, entriamo nella prima stanza e poi cerchiamo di capire il bassorilievo. Abbassiamo la leva e la stanza che ci si presenta è buia, si sente solo un forte odore di zolfo e qualcosa che respira pesantemente nel centro. Che facciamo? Non è che ho molta alternativa, dato che il nano si fionda dentro. Va bene, mi toccherà seguirlo. La figura nel centro ora è molto più chiara, sembra un enorme lucertola, forse uno di quei draghi che si sentono descrivere dai menestrelli nei poemi epici. Per fortuna dorme, solo che tra le fauci ha un pezzo di bronzo semicircolare, che giurerei combaci perfettamente con la scanalatura che abbiamo visto accanto alla porta successiva. Un lato positivo c’è, accanto alla porta vi sono diverse armi, se devo combattere lo voglio fare impugnando qualcosa. Scelgo un arco con delle frecce, credo avvelenate, il nano invece non prende nulla e baldanzoso si dirige verso la bestia. Che quel maledetto nano abbia già capito come superare la prova e non mi abbia detto nulla? Non me ne stupirei, questi dannati botoli si credono da sempre superiori a noi umani. Comunque preferisco seguirlo guardingo, non si sa mai. Siamo a pochi passi dalla bestia, incomincio a scoccare il mio arco, mentre il nano cosa fa? Incurante del rischio strappa il pezzo di bronza dalla bocca del drago. Pazzo! La bestia si è svegliata e ci guarda e……… Sacro Sigmar aiutami!! E’ orribile!! No! No! Non voglio morire! Voglio il mio pugnale! Voglio il mio pugnaleeeeeeee……… Non so cosa sia successo, siamo fuori dalla stanza e il sergente ha il pezzo di bronzo in mano, mi guarda come per dire “questi umani…”, in testa ho solo quei due occhi, gialli ed enormi, e il ricordo del terrore che non mi abbandonerà mai! Mettiamo i tre pezzi e all’improvviso partono dei flussi di luce che vorticando vanno a colpire il basamento. Vedo i due maghi che si avvicinano e toccano queste luci, non che mi fidi molto, ma nel profondo sento che hanno una natura benigna e quindi mi avvicino anche io. Tocco il basamento e una strana energia pervade il mio corpo, molte delle fatiche del viaggio sembrano scomparire e mi sento ristorato. All’improvviso la luce scompare e sulla parete si apre una porta con una membrana bluastra molto simile a quella che abbiamo attraversato nel pozzo. Cosa fare? Entrare? Se i tre percorsi erano delle prove di iniziazione non abbiamo ancora dimostrato il nostro valore, certo è che il tempo incombe. Alla fine si decide di provare a superare almeno un'ulteriore stanza e di esplorare la via del sapiente controllata solo in parte. Non ci dividiamo questa volta, ma decidiamo di procedere insieme. Odmund è davanti a fare da apripista. Superate le prime tre porte della via del sapiente ci si presenta davanti un lungo corridoio, fatti alcuni passi la nostra guida si arresta, a quanto pare si è reso conto che una parte del pavimento si è leggermente abbassata mentre stava per fare forza con il piede. Per fortuna si è reso conto della trappola, la evitiamo proseguendo molto cauti. Non facciamo più di due metri, quando da una parete esce una sostanza che investe in pieno Odmund. E’ sicuramente un acido e il nostro compagno incomincia da urlare dal dolore, Maro e Helles si precipitano verso lui, con noi dietro. La scena è raccapricciante, il liquido l’ha colpito fortunatamente solo da una spalla, ma la sostanza è cosi potente che gli ha fatto un buco, come se un proiettile lo avesse colpito a bruciapelo. Il druido e il mago cercano di curare la ferita ma difficilmente guarirà mai completamente, il nostro amico comunque vivrà. A questo punto Helles si offre per fare da apripista. Fatti ancora pochi metri si ferma, dice di aver intravisto qualcosa sotto della polvere. Grazie ai sue poteri evoca un serpente e lo getta avanti, all’improvviso una lama perfettamente mimetizzata nel muro scatta, dividendo in due l’animale. Tre trappole in meno di venti metri! deve esserci qualche cosa di veramente importante alla fine di questa via, oppure chi ha creato i sotterranei si sta divertendo con noi. Purtroppo l’ipotesi giusta è l’ultima, anche in fondo a questa via c’è la solita porta con la solita scanalatura da trenta centimetri. A questo punto meglio proseguire con le prove, Maro e Odmund proseguono per la via del sapiente, mentre io vado con Helles alla seconda stanza della via del monaco, il sergente si è rifiutato di accompagnarmi, dannato nano spocchioso! Posiamo il pezzo di bronzo e la porta si apre, stranamente la stanza è vuota, se non fosse per le solite palle blu che la illuminano. Entriamo e…. non succede nulla! All’improvviso la solita voce nella mia mente “compi il sacrificio, uccidi, uccidi”, maledetto pugnale caotico, stai cercando di farmi impazzire, ma non ce la farai, la mia fede è salda, il mio spirito forte…. Poi guardo Helles, anche lui ha un espressione strana, mi guarda e mi chiede se ho udito una voce che diceva di uccidere, che sia questa la prova? Fammi pensare al basamento! un uomo che porge il bastone da un altro seduto su un trono, sottomissione? Procediamo per gradi, il mago prova ad evocare una lucertola e ad ucciderla, ma nulla. Mi inchino e porgo la mia daga a Helles, nulla! Forse vogliono il sangue, bene! Ci incidiamo la mano con la daga, ma anche questo non basta. Ormai è chiaro, uno di noi due deve sacrificarsi, mi faccio avanti, non temo la morte e nel profondo sono fiducioso che è solo una prova. Mi inginocchio e Helles incomincia a colpirmi, ripetutamente, il dolore è incredibile e temo che nessuno interverrà; poi, all’improvviso, una luce bianca scende dal soffitto e ferma la mano di Helles, una nicchia si apre e riusciamo a prendere il semicerchio di bronzo. La prova è superata, ma sono in fin di vita e il richiamo del pugnale è sempre più forte, sembra quasi spronarmi ad andare avanti per fare in modo che possiamo ricongiungerci presto. Helles mi trascina verso la sala del prisma e, grazie alle sue cure e alle proprietà rigeneranti di questa sala, riacquisto parte delle forze. Finalmente arrivano anche Maro e Odmund, hanno avuto fortuna, ora ci manca solo un pezzo del cerchio. Non ci resta che andare verso la seconda stanza della via del guerriero. Ovviamente la porta si chiude alle loro spalle, non ci resta che aspettare. Urla! Non umane! Sembra più una bestia inferocita, e noi siamo qui inermi, che sciocchi che siamo stati. All’improvviso la porta si apre, non so come abbiano fatto i nostri compagni, ma sono sicuramente in pericolo. Un enorme piovra di palude ha afferrato Helles e lo sta tirando a se, mentre Maro si difende come può dai tentacoli. Non ci pensiamo due volte, incuranti del pericolo ci fondiamo sulla bestie. Sia io che Odmund la colpiamo ripetutamente, ma è più resistente di quanto sembra ed anche svelta, più di una volta riesce ad afferrarmi e a tirarmi sotto la fanghiglia fetida. E’ inutile continuare la lotta, Helles ha preso ciò che cercavamo, quindi arretriamo difendendoci dai colpi del mostro. Alla fine riusciamo a guadagnare l’uscita, la porta si richiude e siamo salvi, feriti ma salvi. La solita sensazione, freddo! Sono ancora nudo e sento altri corpi nudi intorno e sopra di me. Questa cosa sta diventando fastidiosa, anche se siamo soldati, svegliarsi con Odmund sopra di me completamente nudo, mi fa correre un brivido lungo la schiena. Mi guardo intorno, ancora sotterranei, e qui l’aria è ancora più stantia, quasi velenosa, le membra sono molto intorpidite e si fa veramente fatica a muoversi, per di più fa un freddo cane! Non so se è l’effetto dell’aria malsana intorno a noi, ma nella stanza mi sembra di intravedere una bambina con delle catene, si aggira nella stanza dandoci il benvenuto, felice che siamo finalmente arrivati per liberarla. Liberarla? Ci mette in guardia contro gli spiriti malvagi e poi si allontana verso l’unica uscita. Un’allucinazione? Però è già la seconda volta che vediamo questo essere! Credo che siamo ormai vicino alla meta e molti misteri verranno finalmente risolti. Almeno un lato positivo c’è, sul pavimento vedo i nostri equipaggiamenti, alcune bottiglia si sono rotte a causa della caduta ma c’è tutto, anche il mio pugnale! Sapere che è di nuovo con me mi dà un senso di sicurezza, di appagamento. Ci dirigiamo verso la porta a nord, ma, prima che riusciamo ad entrare si sente una voce spettrale provenire dalle nostre spalle. Ci giriamo in tempo per vedere uno spirito, con tunica e cappuccio come i maghi dei bassorilievi, uscire da una delle tombe, alza il bastone e pronuncia un'unica parola “Eilet!!” e da altri 9 sarcofagi si alzano altrettanti spiriti armati con delle asce. Uno di questi nuovi spiriti mi si para davanti, ovviamente affrontare queste creature non è semplice, e già altre forte il mio sangue freddo ha ceduto alla paura, ma non questa volta, la voce nella mia mente mi sostiene, mi sprona a prendere il pugnale, mi dice “le tue armi nulla possono contro questi esseri, solo la magia li può distruggere”. Temo per la mia anima, ma in cuor mio sò che ha ragione, estraggo il pugnale dallo zaino e mi scaravento contro il fantasma. Guidato dall’arma maledetta ho rapidamente ragione dello spirito, che scompare mentre il sarcofago da cui è uscito implode. Anche i miei compagni capiscono che le armi mondane nulla possono contro questi esseri incorporei quindi si preparano adeguatamente; non conosco quali oggetti portino gli altri membri della spedizione, ma uno lo riconosco bene, l’ascia del guerriero del caos, Odmund l’ha estratta e si è lanciato contro quello che sembra il capo degli spettri. La mia ascia magica, l’oggetto che era mio di diritto, maledetto ladro! Maledetto! La rabbia cresce dentro di me, spronato dalla voce nella mia testa, avanzo verso il centro uccidendo un altro mago, diretto, come Odmund, verso lo spettro con il bastone. Quest’ultimo capisce le nostre intenzioni e pronunciate altre parole, crea un potente vortice che ci colpisce duramente, ma non basta certo per fermarmi. Mentre Odmund scatta in avanti verso il capo, io affronto altri due spiriti che mi sbarrano la strada. Anche i miei compagni sembrano cavarsela, lo capisco perché continuo a vedere tombe che implodono intorno a me, segno che molti dei nostri nemici stanno soccombendo. Abbiamo ormai sconfitto molti degli spettri quando il mago con il bastone ripronuncia le parole “Eilet!!” e altri spiriti si destano. Dobbiamo ucciderlo! Altrimenti verremo sopraffati dal loro numero. Intanto continuo ad abbattere gli spettri intorno a me, schivando e parando i loro colpi, non sono grandi combattenti! Almeno non per Luthor!!! Odmund riesce finalmente ad abbattere quello che dovrebbe essere il capo, ero sicuro che ciò avrebbe fermato anche gli altri spiriti, ma mi sbagliavo, continuano a combattere e un attimo di esitazione mi è fatale, una delle asce incorporee mi attraversa, non mi provoca ferite, ma la paura mi assale e rimango paralizzato. Non riesco a muovermi, per fortuna la voce dentro di me mi sprona “Luthor combatti! Uccidi!”, prima che un seconda ascia cali su di me riesco a riprendermi e, parato il colpo, faccio implodere l’ennesimo sarcofago. La battaglia è ormai vinta, anche gli altri hanno avuto gioco facile e la stanza è ricoperta dalle macerie delle tombe distrutte. Abbiamo vinto e il nostro premio è li, nel sarcofago del primo mago, un bastone lucente, sicuramente magico! I miei compagni stanno cercando di prenderlo ma solo uno spirito indomito può aver ragione di lui. Mi avvicino, allungo il braccio e…. lo afferro. Una nuova sensazione si riversa nella mia testa, una sensazione di pace, la voce del pugnale combatte, urla, ma lo spirito del bastone è forte. Con la calma, quasi istintivamente, riavvolgo la reliquia caotica in un pezzo di stoffa e lo metto nello zaino, anche la voce sembra scomparire, forse sarò dannato, ma ho ancora tempo per espiare alle mie colpe, mentalmente intono un Deux Sigmar e riprendo le ricerche con gli altri. Ci dirigiamo a nord, superata la porta il corridoi scende con una leggera pendenza, Odmund è avanti. Fatti pochi metri, il nostro compagno si arresta, dice una lastra del pavimento si è leggermente abbassata dopo averla pestata. La situazione è drammatica, togliere il peso dalla lastra farà scattare la trappola? Odmund deve rischiare, ma è inutile che corriamo anche noi dei rischi, torniamo quindi indietro e lasciamo il nostro compagno solo. A quanto pare è andato tutto bene, la trappola non è scattata, possiamo tornare sui nostri passi. Andiamo avanti, stando ovviamente attendi a non premere la lastra, Odmund salta e….. un’altra lastra si abbassa, alle nostre spalle si apre una falsa parete e un enorme roccia comincia a rotolare verso di noi, ovviamente c’è poco da riflettere, corriamo tutti verso la fine del corridoio che però sembra un vicolo cieco. Purtroppo la corsa non è mai stata la mia specialità e i miei novantanove chili non mi aiutano. All’improvviso, però, un idea! La palla non ha ancora raggiunto una considerevole velocità, magari riesco a fermarla. Mi preparo a salvare i miei compagni, la palla si avvicina, punto i piedi e….. il macigno mi investe con tutto il suo peso. Che sciocco sono stato, come pensavo di bloccare tutti quei chili di roccia da solo. Questa è la fine di Luthor, vedo l’enorme sagoma che mi sovrasta, urlo, sicuro che ormai non abbia più le gambe. I miei compagni gridano anche loro ma non capisco cosa dicono, ormai per me non c’è nulla da fare. Poi all’improvviso mi rendo conto che non provo dolore, mi tocco le gambe e le ho ancora, che sia riuscito nel mio intento, ma come? Il bastone! Il bastone magico si è conficcato tra la roccia e il muro salvandomi la vita. Prima l’anima ora la vita, devo molto a questo bastone e non posso permettermi di lasciarlo qui. Intanto i miei amici hanno trovato un passaggio segreto in fondo al corridoio, estraggo quindi il bastone e, mentre la roccia riprende lentamente la sua marcia, mi dirigo sicuro verso il nuovo cunicolo. La fanciulla ci guarda e sorride, ci invita ad entrare e dice di chiamarsi Teda. Teda come mia madre! Vorrei avvicinarmi ma qualcosa mi trattiene, sarà il mio sesto senso ma c’è qualcosa di malvagio in questa creatura all’apparenza indifesa. L’essere crede che siamo stati mandati dal duca per liberala dalla prigione creata dagli spiriti malvagi. Il duca? Se quell’essere spregevole voleva liberarla sicuramente non è cosi inoffensiva come da a vedere. Anche il mio nuovo bastone sembra essere d’accordo, freme, sembra quasi che provi rabbia verso quell’essere. Mentre parliamo due enormi sauri escono dalla buca nel centro e incominciano a raschiare i simboli sulle pareti. Non capendo bene cosa potrebbe succedere preferiamo allontanarci. In effetti non abbiamo molta scelta, tornati alla stanza dei sarcofagi ci dirigiamo a sud. Dopo un breve corridoio, un’altra stanza, con altri sarcofagi. 4 cerchie, 4 stanze protette dagli spiriti dei maghi e siamo solo alla seconda. Il tempo stringe e vorremmo evitare di combattere ancora, ci sarà un modo più breve? L’unico che può dircelo è quella maledetta bambina, non ci resta che tornare da lei. La creatura non sembra sorpresa di vederci, ma ci dice solo quello che già sapevamo, “bisogno sconfiggere gli spiriti malvagi!” e poi ci spiega cosa serve per liberarla. Usarla come alleata per combattere contro gli spettri dei maghi? Temo che una volta liberata sia impossibile da controllare, è una soluzione da considerare con molta calma e il capitano non sembra molto propenso a questa soluzione. Torniamo per l’ennesima volta indietro, pronti ad affrontare i maghi della cerchia d’avorio, ora però sappiamo quale è il loro punto debole. Quando il primo spirito si desta Odmund si fionda verso di lui, mentre noi ci prepariamo a combattere i maghi minori. Avevamo considerato il tutto in modo troppo semplice! Prima che Odmund riesca a calare la sua ascia sul mago, una folata di vento gelido scaturisce dal bastone e scaglia il nostro compagno contro la parete opposta. La situazione è critica! La paura si è impossessata di me e non c’è la solita voce che mi sprona a combattere, mentre cerco di riprendermi, uno spirito mi assale, attraversandomi da parte a parte con la sua arma incorporea. Niente sangue, nessuna ferita, ma mi sento debole, come se mi fosse stata strappata parte della mia forza. Intanto Helles scatena uno scontro tra maghi, lanciando una serie di fulmini contro il capo degli spiriti. Il nostro compagno è potente, ma anche il suo avversario non è da meno, una nuova folata gelida mi investe, scagliandomi contro la parete, se non altro il colpo mi ridà lo stimolo per combattere, maledetto fantasma te la farò pagare! La battaglia è dura, ma anche i miei compagni stanno avendo la meglio, poco possono questi esseri incorporei contro un gruppo di soldati ben addestrati. Solo il loro capo sembra resistere, Helles continua a colpirlo con i suoi poteri, ma l’essere, anche se ferito, resiste. Finalmente riusciamo a farci strada tra gli altri maghi e a mettere a tacere per sempre il loro capo. Anche questa stanza è stata ripulita, macerie di sarcofagi sono sparse ovunque, ma il nostro premio è in quello ancora intatto. Con un pesante colpo di ascia, Odmund spezza in due la tomba e al suo interno, oltre ai resti di quello che un tempo era un uomo, c’è un altro bastone. Questa volta Helles si avvicina e riesce a stringerlo tra le sue mani, chissà se come mago riuscirà ad usarlo? Il solito corridoio, dopo una decina di metri un bivio, andiamo a nord, per trovare altri tre cunicoli che conducono ad altrettante porte, probabilmente tutte conducono alla stessa stanza, la cosa è sicuramente sospetta! Il mio sesto senso mi dice che dietro alle porte c’è un grosso pericolo ma gli altri decidono di provare ad entrare. Dopo una prima analisi, la porta centrale sembra essere quella più sicura, però è chiusa! Proviamo un’altra e questa è aperta. La stanza è molto calda ed un pungente odore di selvatico la pervade, con cautela provo a cogliere altri particolari, e finalmente riesco a vedere il motivo della sensazione di pericolo, un grosso rettile, non riesco a capirne la specie, ma sicuramente è senza ali ed inoltre nella stanza vi sono diverse gabbie. Gli altri non sembrano molto propensi ad entrare, in particolare il capitano e il sergente vorrebbero tornare nella stanza delle tombe, non fanno però valere la loro autorità, anzi preferiscono farci proseguire per la nostra strada mentre loro ci seguono come semplici osservatori, strano!!! Chiudiamo la porta e torniamo al bivio, esplorando il resto del corridoio, per giungere infine all’ennesima porta, chiusa! Stiamo perdendo troppo tempo, dobbiamo agire, anche Odmund sembra d’accordo con me, impugnata la sua ascia magica sfonda la porta ed entra nella stanza. Devo dire che anche il nostro compagno sembra cambiato, non vede l’ora di usare il suo nuovo giocattolo su tutto ciò che può, anche il suo sguardo è diverso, folle! Credo che questa missione, se non pretenderà le nostre vite, si porterà via le nostre anime. Dopo aver aperto un varco abbastanza grande da consentire ad un uomo il passaggio, Odmund infila la testa per vedere cosa c’è nella stanza. All’improvviso un urlo “Via!!”, distinto ci lanciamo indietro, sfruttando la curva nel cunicolo come riparo. Una terribile fiammata ci passa accanto, sfiorandoci e consumando quel che restava della porta distrutta. Tutti guardiamo con fare interrogativo il nostro compagno, “un mostro, enorme! Con almeno sette teste, credo un'idra”. Un'idra? Bene, finalmente qualche cosa degno di essere ucciso e più il guardiano è grosso, più è ricco il segreto da proteggere, bene! Decidiamo di lanciarci nella stanza, o almeno credevo che l’idea fosse questa, perché alla fine ad affrontare la bestie ci ritroviamo solo io e Odmund. Helles sembra paralizzato dalla paura, Maro non lo vedo, probabilmente dopo la vista del mostro è già tornato nel castello, anche il sergente e il capitano non entrano, forse impauriti anche loro o forse….. no! non può essere! La stanza è enorme, come la bestia all’interno, ed anche il tesoro sembra essere molto ricco, diverse gabbie lungo i lati delle pareti contengono armi, armature e monete, molte monete. Ci dividiamo, Odmund va a nord, io a sud, in modo da disorientare la bestia. Mi nascondo dietro una colonna ed estraggo due asce pronto a tirarle contro una delle teste. Il mio compagno pare invece più avventato e va verso uno dei tesori, ma la cupidigia gli costa cara, l’idra lo vedo e gli si fionda addosso. E’ il momento, appena la bestia si gira, esco dal mio nascondiglio e gli tiro le mie fedeli asce contro la moltitudine di teste che si contorcono. Sacro Sigmar, non gli hanno fatto nulla! Le avessi lanciate contro il muro avrebbero avuto più effetto. Non è un problema, non c’è nulla che la mia fedele ascia non possa abbattere e questo essere è fatto di carne e sangue. Mentre Odmund combatte con le teste, mi lancio verso la schiena scoperta e la colpisco con tutta la mia forza. Questa l’ha sentita! Infatti devo schivare l’enorme coda che cerca di colpirmi, troppo lento bestione! Il mio secondo colpo ha meno effetto del primo e la bestia continua i suoi attacchi sul mio compagno, che comunque pare cavarsela egregiamente. All’improvviso l’enorme l’animale pare rallentare, una delle teste sta inspirando. Ora è chiaro, vuole incenerire il mio compagno. Con un impeto di rabbia, cerco tutta la mia forza e scarico un colpo tremendo verso la spina dorsale del mostro. Il rumore è quello delle ossa che si rompono, ma prima di stramazzare al suolo riesce a lanciare l’ultimo soffio infuocato verso Odmund. Un uomo normale non può resistere ad un tale calore, ma a quanto pare il nostro compagno ha doti molto particolari, o forse è il suo giocatolo caotico a proteggere il suo nuovo padrone, comunque è ancora vivo, molto abbronzato, ma vivo. Morto il guardiano è ora di vedere se il segreto valeva lo sforzo. Diverse gabbie con armature, armi e oggetti magici e moltissime monete d’oro, tutte però ricoperte di sangue, che sia un monito? Anche i tesori sono pervasi da un aura malvagia, uno però attira la mia attenzione, un potente armatura, intarsiata di rune, che sprigiona una forza palpabile. Mi avvicino e allungo la mano, ma all’improvviso qualcuno mi ferma, mi giro stizzito e vedo il capitano “Questi oggetti non sono stati lasciati qui come ricompense, ma per impedire che facciano ancora del male. Non prenderli”. Ci guardiamo un po’ perplessi, ma in fondo ha ragione, sono sicuramente pervasi dalla sinistra influenza del caos. Proseguiamo verso la porta a est, solo il sergente e il capitano si rifiutano di seguirci, secondo loro non stiamo più cercando quello per cui siamo stati ingaggiati, e forse è vero, ormai la loro autorità conta poco. Helles da quando ha infilato i due anelli trovati nella stanza del caos è cambiato, non chiede più, comanda! Odmund sembra guidato dalla sua ascia runica e sono sicuro di averlo visto mentre le parlava. Maro ci segue più che altro perché ha poche alternative. Io, non lo so, a volte vorrei prendere di nuovo il mio pugnale, ma allo stesso temo di togliermi i guanti per vedere cosa ha fatto alla mia mano, la sento diversa. Comunque né il capitano, né il sergente sembrano preoccuparsi troppo di questo nostro comportamento, semplicemente tornano indietro mentre noi attraversiamo la nuova porta. Troviamo un lungo corridoio, ma non porta da nessuna parte, semplicemente dopo parecchi metri torna al punto di partenza, l’unico particolare è una leva in corrispondenza del bivio. Sono stanco di cercare passaggi segreti, scavando, picchiando muri e quant’altro. Voglio tesori, voglio diventare più potente, come lo vogliono gli altri miei compagni, lo so! Lo capisco! Glielo si legge negli occhi. Tiro la leva. Il soffitto crolla intrappolandoci in quell’anello e, da diversi fori nel muro, incominciano ad uscire milioni di ragni. Probabilmente sono stato troppo avventato! Incominciamo a schiacciare tutti quegli insetti, ma sono troppi, ci salgono addosso, mordono, che triste fine. Poi noto che stanno lontani da Maro, sarà per la sua affinità con le creature, ma penso anche per la torcia che porta. Rapidamente estraggo anche io una torcia, l’accendo con il mio acciarino e immediatamente le creature indietreggiano. Bene, un problema è risolto, ora devo solo cercare l’uscita. Mentre gli altri seguono il mio consiglio, incomincio a tastare il muro a nord alla ricerca di un possibile passaggio. La fortuna è dalla mia parte, trovo un pulsante, lo premo e la parte di soffitto che era ceduta si rialza permettendoci di tornare nella stanza dei tesori. I nostri sguardi si posano ancora su quei potenti artefatti, il capitano non c’è più e noi vogliamo diventare potenti. Vedo Odmund che, con passo deciso, si dirige verso una spada intarsiata, la afferra e un urlo lancinante scaturisce dall’arma, restiamo tutti impietriti, mentre il nostro compagno sembra impazzito, il suo sguardo è feroce e incomincia da avvicinarsi a noi con la spada sollevata. Lo chiamiamo e sembra riprendersi, la sguardo svanito, ma abbassa la spada. Non posso essere da meno, anche io voglio uno di quei giocattoli, ecco quella magnifica mazza, mi avvicino l’afferro e …….. scene di battaglia, di distruzione, un possente guerriero con la mazza in mano uccide decine i nemici, mentre l’arma ride, di gioia. Alla fine il guerriero vince, solitario su una pila di corpi, si toglie l’elmo e …. sono io! Lascio la presa, indietreggio, ma il desiderio è forte, prendo l’arma, e……ora Luthor è invincibile!!!! Senza la minima precauzione sfondiamo la porta con un calcio e entriamo, la creatura è li, è un attimo, la osservo bene e capisco che è un basilisco, prima che riesca a posare il suo sguardo pietrificatore su di me, mi riparo con lo scudo; Odmund non è altrettanto svelto e vedo il mio compagno trasformarsi in una statua. In passato la cosa mi avrebbe lasciato sconcertato, ma non ora, la mia nuova mazza chiede sangue, chiede morte, la alzo e mi lancio sulla creatura. E’ uno sforzo terribile usare questa arma, la sua sete di distruzione è enorme e temo che non gli basti il sangue della vittima, ma chiede un pesante tributo anche al carnefice. Mi sento più debole ma non riesco a fermarmi, anche Odmund si unisce allo scontro, probabilmente il suo dio, o qualche divinità di cui non oso pronunciare il nome, lo hanno protetto e la pietrificazione è risultata solo superficiale. Credevo di essere invincibile con la mia nuova arma, ma il mio compagno si batte come un invasato, sembra quasi non temere la morte e anche colpi che ucciderebbero un uomo normale su di lui hanno effetti minimi. In cosa ci sta trasformando questa avventura? Comunque anche questa stanza è piena di tesori, ma sembrano diversi da quelli incontrati in precedenze, non sono circondati da un aura malvagia, anzi alcuni sembrano di pregiata fattura elica o nanica. Ci buttiamo sul tesoro, cercando di arraffar il più possibile, trovo un magnifico mantello, sicuramente ha dei poteri e, anche se non conosco i venti della magia, sono sicuro di poterlo comprendere, ma non ora, non c’è tempo! All’improvviso nella stanza arriva il sergente, a quanto pare il capitano ha sconfitto gli ultimi spiriti e credono ormai di essere vicini alla reliquia, ci dice di seguirli. Inizialmente lo ignoriamo, troppo intenti alla ricerca di tesori, ma poi il pensiero del potere racchiuso nella reliquia incomincia ad insinuarsi nella nostra mente. Lo vedo! si capisce dagli occhi avidi dei miei compagni, decidiamo quindi di andare. Nella terza stanza con i sarcofagi troviamo il capitano, si è liberato degli spiriti da solo, ci osserva un attimo, scuote la testa, ma non dice nulla. Se non sbaglio dovrebbe mancare ancora un gruppo di maghi, quelli dell’ordine di cristallo e poi la tomba di Fistandalitus con i suoi tesori! Ah! Ah! Il sergente e il capitano hanno trovato sul lato est una porta segreta e, dopo un lungo corridoio, arriviamo nell’ultimo sepolcro dell’ordine kalter wind, sei sarcofagi, altri bassorilievi e un enorme spirito nel centro della stanza. A differenza degli altri non sembra ostile, anzi pare incuriosito dalla nostra presenza. Helles incomincia ad instaurare una conversazione nel tentativo di farsi consegnare la reliquia, inutilmente. Lo spirito non risponde alle domande più dirette e dà solo informazioni molto vaghe, la mia mazza sibila e la voglia di attaccarlo mi pervade, ma stranamente gli altri preferiscono proseguire verso la porta a nord. Circa trenta metri e poi un’altra porta, protetta però da una barriera magica, per Helles è necessario puntarle contro i bastoni dei priori, uno l’ho io, l’altro Helles e il terzo il capitano, ne manca uno, quello dell’ordine di cristallo, la mia mazza gioisce, andiamo a prendercelo! Entrati nella stanza io e Odmund ci lanciamo sullo spirito mentre è ancora girato di spalle, povero vecchio ha poche possibilità, la mia mazza e la spada del mio compagno hanno sete, sete di vendetta verso chi le ha imprigionate in questo luogo per secoli, il tempo della loro vendetta è giunto. Il bastone di cristallo è finalmente nostro e l’ultimo passo di questa avventura è li che ci aspetta. Passiamo anche l’ultima porta ed entriamo nella vera tomba di Fistandalitus. Helles trova un astuccio con un diario, ce lo legge, ma la cosa mi interessa poco, solo qualche annotazione di un accolito dell’ordine o qualche cosa di simile, nessuna informazione utile. Dove è il tesoro? Dovremo ancora cercare qualche anfratto nascosto? Forse! Ma certo le quattro statue. Mettiamo i quattro bastoni in mano alle figure e …. nulla! Dove è questo maledetto tesoro? Il Sarcofago? Certo! Anche i miei compagni hanno la stessa idea, il sergente impugna la sua ascia e si avvicina alla tomba, io stringo tra le mie mani la mia mazza, il tesoro deve essere mio. Guardo i miei compagni e capisco che dovrò lottare se voglio tenere la reliquia. Odmund ha gli occhi iniettati di sangue e sembra stia carezzando la sua spada. Helles sembra pronto a scagliare non so quale incantesimo. Solo il capitano è tranquillo, pare quasi sorridere. Il sergente solleva la sua arma e sferra un terribile colpo alla tomba, la pietra si rompe, si apre ed una luce bianca scaturisce dal sarcofago, riesco solo a vedere il capitano che alza la sua spada per proteggersi, mentre un ampio sorriso solca il suo volto e poi più nulla…… Non ricordo nient’altro della nostra avventura nella cripte, so solo di essermi svegliato in un cella con il sergente. Dopo essere fuggiti grazie ad un cardine rotto, siamo riusciti ad immobilizzare due guardie e a farci dire dove eravamo. Una prigione dell’inquisizione? Ci siamo diretti verso le stanze del vecchio inquisitore, dovevamo capire cosa era successo. Accusati di demonologia, noi? Ma non era questa la notizia più sconvolgente, per un anno siamo rimasti paralizzati, prima in custodia all’accademia che ci ha esaminati e ora qui, in attesa di essere processati. Una anno di vita perso nell’oblio! La stessa sorte è toccata anche ai nostri compagni, Helles è riuscito a fuggire dall’accademia un mese fa, mentre Odmund è ancora là, Maro è invece stato affidato al tempio di Rhya. Cosa potevamo fare? Abbiamo recuperato una parte del nostro equipaggiamento e siamo fuggiti. Ora sono qui con il sergente accanto ad un bivacco improvvisato, a quanto pare mancano ancora molti tasselli a questa storia. Il sergente Kargansson era l’agente del Congresso del Dragone Matto che avrei dovuto fermare, ma anche lui è stato ingannato. Il capitano Kruger non era ciò che diceva di essere, in verità era un cacciatore di streghe di nome Wolmar Friztsson. Il sergente non ha voluto, o potuto, rivelarmi cosa ci fosse veramente nella tomba, ha solo detto che forse era meglio se fosse rimasta in quel luogo. Ingannato! come tutti gli altri sono stato giocato e usato, ho rischiato la mia vita e dannato la mia anima per un vile inganno. No! Non può finire cosi! Voglio capire, per questo ho deciso di seguire il sergente verso i principati di confine, alla ricerca del cacciatore di streghe e della verità. D’altronde non ho molta scelta, quale altre rifugio potrebbe trovare un ricercato se non i principati, covo di mercenari e tagliagole. (torna su) |